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Sindaci città metropolitane si insediano, Liberi Consorzi non decollano. A rischio riforma ex Province

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8 lug 2016 - 10:24

PALERMO - Non c’è pace per la riforma delle province siciliane. Insediati i tre sindaci delle città metropolitane, non decollano, invece, i Liberi Consorzi dei Comuni.

Dopo la nota ufficiale firmata dal sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa giunta alla Regione il 14 giugno scorso, il governo aveva chiesto al Parlamento siciliano altre due modifiche alla riforma che è già legge e che comunque sta producendo effetti.

I rilievi ufficiali riguardano due aspetti sui quali la riforma siciliana continua a differire dalla Riforma nazionale, la legge Delrio. Nello specifico si tratta di adeguare i termini di eleggibilità dei candidati a Presidente del Liberi Consorzi di Comuni che in Sicilia sono sei.

In primo luogo occorre che il sindaco che ha meno di 18 mesi di mandato residuo non debba potersi candidare, mentre questo divieto non è previsto nella legge regionale.

In secondo luogo Roma chiede che i Liberi Consorzi vengano esclusi dalla facoltà, concessa alle Città metropolitane, di decidere per statuto di eleggere il sindaco con una elezione diretta anziché con una elezione di secondo livello (ovvero con voto espresso solo dai sindaci del territorio interessato).

Di fatto si tratta di completare del tutto l’adeguamento della legge siciliana alla Delrio. la norma varata a Palermo diventerà, così, solo una copia della legge nazionale senza alcuna autonomia decisionale o organizzativa perché, secondo Roma, la Delrio è legge di grande riforma e dunque si applica così com’è.

“Non c’è nessun allarme e nessun problema per gli enti – aveva detto a BlogSicilia l’assessore alle Autonomie Locali Luisa Lantieri – ho già interloquito con Bressa e abbiamo trasmesso all’Ars i due emendamenti modificativi che registrano la legge regionale con la riforma Delrio”.

Per l’assessore si tratta solo di un dettaglio tecnico-normativo che non incide sula applicazione della legge “La Riforma è già in vigore e sta producendo effetti come l’insediamento, già avvenuto, dei tre sindaci metropolitani. per i Liberi Consorzi procederemo a questa modifica senza che ci siano rallentamenti nell’iter. Peraltro non avrebbe senso resistere e bloccare ancora una volta tutto. Recepiamo tutti i principi della Delrio e andiamo avanti”.

Ma a distanza di poco meno di un mese il tema torna ad esplodere durante la seduta dell’Osservatorio Regionale previsto dalla legge che ha istituito le Città Metropolitane ed i Liberi Consorzi, e che doveva servire proprio a porre e affrontare i problemi di passaggio dalla vecchia normativa alla nuova.

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Redazione NewSicilia



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