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Sicilia 2.0: Faraone e la sua stoccata all’antimafia e la Scilabra si difende

Nelli Scilabra
Nelli Scilabra
28 feb 2015 - 10:04

PALERMO - Al via questa mattina la seconda giornata di Sicilia 2.0, la Leopolda in salsa isolana fortemente voluta dall’ala renziana del partito nell’isola rappresentata dal sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.

Proprio quest’ultimo è stato protagonista e mattatore di Sicilia 2.0 con stoccate – anche pesanti – all’antimafia e ai vertici regionali del Pd. Per Faraone “qualcuno fa antimafia per motivi propri e sono quelli dell’antimafia “a lupo a lupo” e danneggiano chi fa antimafia sul serio”. 

A chi si riferisce il sottosegretario? A Montante? A Lumia e a Crocetta? “Quando l’antimafia – ha aggiunto Faraone – viene usata come costruzione di percorsi politici si mette in moto una nuova omertà, quella di chi manda tutto in procura”.

A stretto giro di posta ha risposto dal palco Rosario Crocetta che ha sforato i canonici 5 minuti previsti per toccare diversi temi: dall’antimafia alla sanità.

“Questa è la terra - ha detto il presidente – dove sono stati uccisi La Torre, Mattarella. Poi c’è il problema dell’antimafia di comodo ma non la fa chi ci mette la faccia e rischia la pelle denunciando. Un pubblico amministratore ha obbligo legale di denuncia altrimenti commette reato”.

Sulla sanità ha aggiunto che “non è vero che noi non rispettiamo i Lea come dice la Lorenzin. Con nostro governo siamo passati da 100 a 165. Non possiamo strumentalizzare episodio di morte di una bambina. Voglio dare solidarietà a Lucia Borsellino per l’impegno e per la storia che porta avanti”.

Presenti – tra gli altri – molti politici provenienti da esperienze politiche diverse dalle estrazioni democratiche come i deputati di Articolo 4 – recentemente vicini al Pd – con Valeria Sudano, Luca Sammartino e Valeria Sudano ma anche Nicola D’Agostino, ex Mpa e Udc.

Per Faraone – però – il partito non deve essere un fortino ma deve allagarsi e puntare ad obiettivi sempre più grandi e ha evocato il famoso 61 a 0.

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11.47 Parla l’ex sindaco di Agrigento Marco Zambuto: “Da questi due giorni viene fuori grande entusiasmo. Non è una corrente ma un grande campo libero. Grande sforzo di Davide per dare un segnale di riprendere un cammino”.

“Questo entusiasmo deve andare dentro il Pd. Le europee hanno cambiato quadro politico nazionale e hanno dato al centro della scena il Pd che è calamita per area di centro senza rappresentanza”.

11.14 Sul palco Gaetano Mancini ad della Sac: “Bisogna far vedere la meta ai siciliani guardando in positivo. Un partito grande come il Pd fa bene a creare occasioni come queste. C’è la premesse: i progetti devono essere realizzabili”.

“A Catania abbiamo domanda da parte di grandi compagnie per collegamenti con paesi emergenti noi non possiamo rispondere positivamente per motivi infrastrutturali. 5 anni fa abbiamo sviluppato discorso su nuova pista, ma sono stati 5 anni di burocrazia sorda e sconclusionata. A Catania non si riesce a interrare una linea ferroviaria per 800 metri”.

10.56 Prende la parola Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo: “C’è una aumentata richiesta di salute e problemi di finanziamento: occorre coniugare le due cose e rivisitare i modelli organizzativi”

“Lavoriamo affinché possa essere tutto tracciato: c’è un bene primario che è quello della cittadinanza e ciascuno deve mettere la propria faccia. Serve un sistema – fascicolo sanitario elettronico – che venga opportunamente integrato. Serve questo perché tutti possano prendere le loro responsabilità”.

10.35 Parla l’ex assessore Nelli Scilabra: “Leggiamo di spaccature, ingressi e fuoriuscite. Nel 2015 anche un partito come il nostro ha bisogno di evolversi: i nuovi ingressi non devono farci paura non dimenticando la nostra storia da Pio La Torre a Enrico Berlinguer”

“Io ho avuto una grande occasione ho potuto amministrare la mia terra. Non mi posso vergognare se politicamente sono diversa perché non ho dovuto adeguarmi a certi schemi vecchi. Non mi voglio vergognare ed era comodo puntare il dito contro la studentessa fuori corso che contro i potenti fuori legge e hanno personalizzato su di me un problema che attanaglia la nostra terra da 30 anni”.

“Non sarà un sito internet andato in tilt a fermarci. Mi scuso per avere lasciato nelle mani di altri un progetto su cui ho lavorato per un anno e mezzo e che doveva rappresentare una svolta”.

 

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LA GIORNATA DI IERI:

Al via questa mattina a Palermo la ‘Leopolda’ siciliana, la due giorni del Pd organizzata dall’associazione ‘Sicilia 2.0′ nelle ex Fabbriche Sandron, in via Ferro Luzzi, a due passi dall’aula bunker del carcere Ucciardone.

Sono almeno duemila le persone che si sono già registrate e che si confronteranno su 40 tavoli tematici, dalla Cultura all’Economia, dalla Sanità al Turismo, dalle Energie rinnovabili alle Start-up.

Previsti gli interventi di eurodeputati, ma anche parlamentari, sia nazionali che regionali, e ancora sindaci, rettori, imprenditori, intellettuali, artisti e personaggi dello sport. Organizzata dal delfino renziano in Sicilia, Davide Faraone, la kermesse vedrà anche la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, mentre è in forse l’arrivo del vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini.

Le operazioni d’accoglienza sono iniziate questa mattina alle 8,30, mentre l’inizio dei lavori è previsto per le 10 con termine del programma a tarda sera, dopo la cena. Invece, domani i lavori inizieranno alle 9 per terminare dopo le 13.

Non è esclusa la presenza del premier Matteo Renzi, ancora non confermata.

13.46 E’ il turno del presidente della Regione Rosario Crocetta: “Cimarosa che dice di venire da una famiglia mafiosa dice che la mafia fa schifo. Così come Impastato che diceva di volersi riprendere i propri sogni nonostante la realtà famigliare. Tutti i siciliani hanno diritto ai propri sogni e nessuno ha il diritto di rubarceli”.

“Il messaggio che dobbiamo lanciare non è solo rigore, lo possono fare i ragionieri. Noi vogliamo mettere in regola i bilanci ma vogliamo che incrementi sviluppo e lavoro. Se miliardi di fondi per forestali e dipendenti fossero stati utilizzati per reddito di cittadinanza avremmo assicurato risposte ai siciliani. Passiamo da modello assistito a sviluppo dell’economia”.

“Questa è la terra dove sono stati uccisi La Torre, Mattarella. Poi c’è il problema dell’antimafia di comodo ma non la fa chi ci mette la faccia e rischia la pelle denunciando. Un pubblico amministratore ha obbligo legale di denuncia altrimenti commette reato”.

“Non è vero che noi non rispettiamo i Lea come dice la Lorenzin. Con nostro governo siamo passati da 100 a 165. Non possiamo strumentalizzare episodio di morte di una bambina. Voglio dare solidarietà a Lucia Borsellino per l’impegno e per la storia che porta avanti”.

“Dove mi sono candidato io ho sempre vinto. Alla Regione abbiamo vinto su terreno antimafia, sviluppo e legalità e rigore senza macelleria sociale. Io conti della Regione posso metterli in regola in 24 ore, basta cancellare precari, formazione. Ma questo può essere il lavoro della sinistra?” 

13.35 La mitica scena del film “Non ci resta che piangere” sulla dogana per Faraone rispecchia un Pd che si è comportato in modo analogo in alcuni frangenti: “Noi non dobbiamo tenere in piedi un fortino ma un partito aperto. Occorre evitare ingressi di delinquenti e persone fuori dal codice etico del partito. Il mio invito è essere più sereni non in senso lettiano. Serenità in maniera positiva per chi vuole entrare”.

13.30 Giulio Seminara, Giovani Pd Catania: “Mia generazione è stata senza voce. Nel 92 c’erano le bombe, nel 94 Berlusconi e poi il 61 a 0. Io voglio cambiare il Paese, siamo al 40% ma dobbiamo fare di più”

12.41 Dopo un video con le bellezze della Sicilia prende la parola Cleo Li Calzi, assessore regionale: “Serve una politica di coesione per la nostra terra e non perdere risorse. Esigenza di discontinuità forte con le scelte fatte in passato dove si agiva in emergenzialità”.

12.17 “Francesco – spiega Giuseppe Sottile – ha saputo rischiare pur avendo un posto fisso al Giornale di Sicilia. Si è messo in proprio e ha creato un gioiello imprenditoriale”.

 “L’autonomia siciliana è un venticello caldo per nascondere sprechi, clientele e privilegi? Per avere un progetto politico è necessari un governo che governi. Possiamo aspettare altri tre anni che questo governi continui a non governare? Lo slancio di Faraone lo apprezziamo ma con quale governo e in quali tempi dobbiamo mettere mano alla questione siciliana?”

13.01 Si ricorda Pio La Torre con le sue parole e con un breve video

12.15 In sala viene trasmesso un video per ricordare Francesco Foresta, il direttore e fondatore di LiveSicilia recentemente scomparso

12.00 Giacomo Pignataro, rettore dell’università di Catania: “Sostenere l’università per portare dentro i giovani.  Diritto allo studio è una questione: usare fondi sociali europei per aiutare i ragazzi a iscriversi. I servizi agli studenti in particolare quelli residenziali: usiamo i beni confiscati alla mafia e beni immobili non utilizzati: usiamoli subito”

11.59 Interviene Graziano Delrio: “A Palermo come dice il direttore Palazzo dell’Ismett ci sarà un grande progetto. Dalla Leopolda parte un messaggio di speranza e firmeremo presto la convenzione”.

11.38 Zamparini: “Lavoro per difendermi da uno Stato canaglia che è contro il cittadino e contro l’imprenditore: lo Stato ci deve assistere”

11.34 Prende la parola Maurizio Zamparini, imprenditore e presidente del Palermo. “Ho incontrato Renzi a Firenze e gli ho detto di puntare su agricoltura e valorizzazione del nostro prodotto”.

“Sono siciliano d’adozione. Avete bisogno di progetti e investimenti. Adesso lo Stato ci sta massacrando. In Renzi ho visto un giovane con la voglia di fare”.

11.32 Faraone: “Il 61 a 0 evoca brutti ricordi ma noi non dobbiamo adesso vergognarci della nostra ambizione: la sinistra non deve paura di essere coraggiosa. L’idea di superiorità morale ci ha portato ad essere distanti dai cittadini. Adesso i cittadini devono essere protagonisti con una classe dirigente che li faccia sperare”.

11.27Qualcuno fa antimafia per motivi propri e sono quelli dell’antimafia “a lupo a lupo” e danneggiano chi fa antimafia sul serio”, aggiunge il sottosegretario Faraone.

11.20 Protagonisti Robin Williams e Terence Hill. Su quest’ultimo – nella clip di “Lo chiamavano Trinità” – Faraone indica il comportamento della Sicilia che “si lascia trascinare”. “Abbiamo costruito economia che funziona su richiesta di assistenza elevato - spiega - e questo modello assistenziale si basa su trasferimenti pubblici che quando vengono meno si deve investire sulle nostre ricchezze”.

11.17 Faraone: “Sicilia è la terra del Gattopardo. Noi dobbiamo cambiare: c’è stato modello e metodo di governo sbagliato. immaginiamo di costruire percorso che guarda il futuro di questa terra da un punto di vista differente”

11.12 Parla Davide Faraone: “Non possiamo stare a guardare. C’è stato il totem dell’articolo 18 che ci ha impedito per anni di discutere di lavoro. C’è stato il totem della responsabilità civile dei magistrati. Attorno a queste contrapposizioni ideologiche per anni si è stati fermi. Noi abbiamo abbattuto questi totem: l’abbiamo fatto in Italia ora tocca alla Sicilia”

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Andrea Sessa



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