Accuse

Sicilia in caduta libera: la Corte dei Conti attacca il governo

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5 mar 2016 - 11:50

PALERMO – Cattiva gestione, uso distorto delle risorse, mal programmazione, impiego dei fondi in modo errato: è questo l’atto di accusa fatto dal procuratore generale della Corte dei Conti, Giuseppe Aloisio, a Palazzo Steri a Palermo

Sono circa 39 i milioni di euro contestati nel 2015 a 361 amministratori tra politici e burocrati

Un’ascesa continua quella del danno erariale e dei funzionari che ne hanno permesso la crescita continua. 

Nello specifico, l’accusa colpisce principalmente la gestione della regione siciliana negli ultimi anni e, soprattutto, l’incapacità di far diventare musei e cultura, punto di attrazione per la nostra terra. 

La Sicilia conta uno dei primati più alti per il tasso di disoccupazione, sfiorando il 42,5% in tutta Europa. Nonostante ciò, nessuna politica si mobilita per “riparare il danno”. 

Drammatica è anche la situazione dei trasporti nelle provincie che risultano essere inefficienti. Aloisio si concentra principalmente sulla distribuzione di tessere gratuite per il trasporto ai notabili e ai politici puntando il dito su un servizio del tutto inesistente o scadente per i cittadini e gli studenti.

70 sono le istruttorie di indagini e procedimenti per danno erariale nel settore della formazione professionale. Infatti, i fondi comunitari, non vengono sfruttati per il meglio: nessun beneficio per il territorio. La Sicilia non riesce ad ottenere risultati a fronte delle altre regioni d’Europa.

Per non parlare del caso gestione rifiuti che, nonostante le varie riforme (mai applicate), verte nel caos più totale.

Aloisio, dunque, punta il dito sui diversi settori gestiti dal governo e dal Parlamento. Fra qualche mese, la Corte dei Conti sarà chiamata non solo ad esprimere giudizi di carattere generale ma anche a dare maggiori spiegazioni sul bilancio dell’anno 2015. 

Rossana Nicolosi



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