Emergenza

Sicilia, caos rifiuti: si pensa di mandarli all’estero. M5S: “Pd vuole gli inceneritori”

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19 gen 2016 - 12:08

PALERMO – Con la riapertura della discarica di Siculiana, gestita dalla Catanzaro Costruzioni, si è tamponata per qualche tempo l’emergenza rifiuti per quanto concerne la Sicilia occidentale e diversi comuni del palermitano. Il limite di 800 tonnellate di rifiuti al giorno è stato innalzato a 1300 e comunque si tratta di una soluzione provvisoria. A stretto giro di posta, si parla di qualche anno, la discarica si esaurirà e ancora il nodo rifiuti è rimasto irrisolto.

Tra le soluzioni paventate quella di portare i rifiuti al nord Italia o all’estero. Proposte che non convincono e che il Pd nazionale vuole sostituire con interventi più decisi attraverso l’intervento di un commissario che faccia ordine nel settore.

La Sicilia – nonostante le promesse rivoluzionarie del governatore – non ha avviato una seria politica di raccolta differenziata ed è andata avanti gestendo le emergenze.

Per il Movimento Cinque Stelle la recente ordinanza del governo regionale che proroga i commissari delle Ssr e l’apertura delle discariche serve soltanto a perseguire l’obiettivo del Pd: gli inceneritori.

 “Si procede afferma Valentina Palmeri – col modello commissari per la gestione delle Srr regionali. Il rischio concreto è che le poche discariche attive per ricevere i rifiuti vengano chiuse e inizi l’esportazione in altre regioni o all’estero, sul modello Napoli. Ridurre le Srr da 18 a 5 e modificare la legge regionale 9 del 2010 non sono obiettivi che questo scalcinato esecutivo può raggiungere. E’ evidente che ci troviamo di fronte ad un subdolo disegno politico per aggravare ulteriormente la precaria gestione dei rifiuti al fine di accelerare l’autorizzazione ad incenerire”.

“Un anno fa – continua la deputata – la Contrafatto e Crocetta lanciarono lo stesso allarme sostenendo che bisognava portare i rifiuti fuori, l’obiettivo vero era quelli di ottenere il commissariamento. È passato un anno e l’allarme si è dimostrato falso. Allora la Sicilia disponeva di capacità di abbancamento per 2 anni circa. C’era tutto il tempo per dispiegare una strategia efficace. Oggi, dopo un anno passato inutilmente, nulla è cambiato”.

Anche il sindaco di Palermo Orlando si è mostrato molto critico: “L’Anci Sicilia, già da tempo, denuncia lo stato di calamità istituzionale in cui versa la Regione siciliana stigmatizzando la difficile condizione con la quale si trovano costretti a confrontarsi gli amministratori siciliani in alcuni settori vitali per la vita e la salute di intere comunità come quella dei rifiuti. E’ necessario un intervento urgente che ponga fine alle eterne liquidazioni degli Ato e che avvii, nel più breve tempo possibile, le riforma del Sistema Integrato dei rifiuti”. “

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Andrea Sessa



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