Intervista

Il senatore Giarrusso (M5S) boccia Crocetta: “Ha fallito. Torniamo alle urne”

Il senatore Mario Michele Giarrusso, il terzo da destra, in un convegno a Vittoria
Il senatore Mario Michele Giarrusso, il terzo da destra, in un convegno a Vittoria
6 apr 2015 - 06:00

VITTORIA – Il senatore del Movimento 5 Stelle Mario Michele Giarrusso, lo scorso sabato, è tornato a Vittoria. Dopo la visita di qualche settimana addietro della commissione nazionale antimafia il pentastellato etneo ha fatto un tour del sud est dell’isola partecipando alla manifestazione No Muos di Niscemi e ad un evento antimafia proprio nella città ipparina.

La visita dell’antimafia in città ha generato non poche polemiche. L’associazione antiracket – l’unica operante in città - non è stata ricevuta ed è seguito un duro botta e risposta tra il sindaco e la presidentessa.

Il senatore Giarrusso ai microfoni di NewSicilia.it parla del governo Crocetta dicendo a chiare lettere che è il momento di tornare alle urne.

- La commissione antimafia non ha incontrato l’associazione antiracket di Vittoria. Cosa ne pensa?

“Noi siamo stati molto critici perché la venuta della commissione per come è stata organizzata a noi non è piaciuta assolutamente. Non si viene qua a legittimare situazioni che sono in grande discussione. Avremmo voluto ascoltare l’antiracket ma anche un assessore che è andato via dalla giunta. Non è stato possibile perché non è il Movimento che governa la commissione ma è la presidente che ha dato legittimazione a un’amministrazione che presenta dei gravissimi punti critici”.

- Lei ha un passato di tutto rispetto nel fronte antimafia, esiste, alla luce dei recenti scandali della camera di commercio di Palermo o del caso Montante, la cosiddetta mafia dell’antimafia?

“C’è un problema di infiltrazione della mafia dappertutto, anche nell’antimafia. Ma non in quella concreta e dei fatti ma in quella delle passerelle e degli affari. C’è un’antimafia che non prende contributi, povera e fatta di sudore, di rischi e c’è un’antimafia di soggetti che hanno alte cariche che prendono appalti che gestiscono beni per milioni di euro e questa antimafia faceva gola anche alla mafia e questi sono i risultati”.

- Inizialmente in Sicilia si era inaugurata una collaborazione tra M5S e Crocetta su alcuni temi. Poi il naufragio: dopo due anni e mezzo di governo Crocetta cosa ne pensate?

“Non c’era collaborazione fissa o un modello. C’era un mancata comprensione di cos’era il M5S. Abbiamo detto subito che avremmo votato i provvedimenti che condividevamo da chiunque fossero presentati. Dall’inizio il presidente e la sua poco chiara maggioranza hanno proposto provvedimenti che abbiamo condiviso e votato. E siamo pronti a fare lo stesso con chiunque, questo non vuol dire fare maggioranze o assi ma fare l’interesse dei cittadini che hanno bisogno di buone leggi, cosa che il nostro governatore non sta garantendo. Questa amministrazione regionale ha fallito per la sua poco chiara maggioranza. Ora la mancanza di chiarezza ha minato l’azione amministrativa, il nostro giudizio è chiaramente negativo e il ritorno alle urne è un elemento fondamentale”.

- Le amministrative saranno un banco di prova per il Movimento? Su quali città puntate per fare risultato?

“Le amministrative per il Movimento sono un voto particolare. Il nostro elettorato è critico: vogliamo che lo sia con i soggetti che sceglie e che vota. Ad esempio a Ragusa abbiamo scelto candidati validi e sono stati eletti. Se i cittadini riterranno di candidare uomini validi li voteranno. Tutti i nostri candidati sindaci sono validi, ad Augusta ne abbiamo una molto brava così come a Enna e a Gela, in casa del presidente, e sarà una partita importante”.

- Siamo a Vittoria e si voterà l’anno prossimo. L’ex assessore Piero Gurrieri potrebbe essere un vostro candidato?

“Non si costruiscono così le nostre candidature. Da noi scelgono i cittadini dal basso. E a Vittoria lo faranno i vittoriesi votando una figura di loro fiducia. I nostri candidati non vengono imposti da Roma, da Palermo o da Catania ma emergono dalle realtà locali”.

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Andrea Sessa



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