Ambiente

Sel lancia l’allarme: “Il mare della costa ionica il più inquinato d’Italia”

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Da sinistra: Fulvia Privitera, coordinamento provinciale SEL-SI Catania, Marcello Failla responsabile area metropolitana di Catania SEL-SI, Enrico Giuffrida segretario circolo Rinascita
7 dic 2015 - 12:55

CATANIA - Una conferenza stampa per lanciare l’allarme sull’inquinamento dell’acqua lungo la fascia costiera etnea.

Sel Catania evidenzia come “il nostro mare ha raggiunto livelli di inquinamento inaccettabili. Solo una minima parte dei reflui urbani vengono depurati, la gran parte finiscono a mare: ben 10 scarichi che inquinano irrimediabilmente la nostra costa”.

Dal golfo di Ognina a piazza Europa, dalla stazione centrale al porto di Catania, dal cementificio al faro Biscari (torrente Acquicella), dal lido Aurora della Plaia (canale Forcile) al Lido Don Bosco, dal lido Roma (canale Arci) fino allo scarico del depuratore catanese, in contrada villaggio Primosole, i liquami prodotti dalla città intorbidano le acque e vengono assorbiti dalla stessa sabbia.

“Vogliamo accendere i riflettori sull’inquinamento delle acque a Catania e provinciaafferma Enrico Giuffrida, segretario del circolo Rinascita - La nuova stagione balneare sarà probabilmente pessima come la scorsa. Per certo, sappiamo che il depuratore di Catania non funziona in modo regolare, i rifiuti in parte vanno a finire in acqua e solo una minima parte fluisce nel depuratore di Pantano d’Arci scaricando in parte sul fiume Simeto. Il nostro obiettivo è quello di informare la cittadinanza del danno ambientale che si sta creando, accentuare una forte denunzia all’amministrazione comunale inadempiente verso il rispetto e la tutela ambientale”.

Nella provincia di Catania solo il 20% delle abitazioni sono allacciate ai depuratori comunali, la stragrande maggioranza dei reflui finisce direttamente in mare, attraverso la rete fognante municipale, i fiumi o i torrenti, oppure si disperdono nel terreno, con grave rischio di inquinamento della falda acquifera.

“Il nostro mare è una risorsa turistica imparegiabile afferma il coordinatore cittadino di SEL Catania Marcello Faillama nonostante questo la Costa Jonica è tra le più inquinante d’Italia; lo dice la stessa Regione indicando come zone non balneabili la Stazione,il Porto, Piazza Europa e Scogliera. Anche enti pubblici importanti come lo IACP di Via Acquicella scaricano nei torrenti e quindi a mare. Persino un’importante area marina protetta come quella dei Ciclopi è fortemente inquinata: ad Aci Castello e Acitrezza si scaricano a mare i liquami da sempre”.

Nel 2009 è scattata la procedura di infrazione dell’Unione Europea per i comuni non dotati di depuratore, che nella nostra provincia sono Misterbianco, Aci Catena, Adrano, Catania, Giarre, Mascali, Riposto, Aci Castello, Caltagirone, Acireale, Belpasso, Gravina di Catania, Tremestieri Etneo, San Giovanni La Punta.

 

Ciò comporterà pesanti multe che pagheremo noi cittadini. In molti tratti della nostra costa l’assessorato regionale alla sanità da anni vieta per decreto la balneazione: in prossimità di corsi d’acqua inquinati come Alcantara e Minissale (Calatabiano), Anguilara e Macchia (Mascali) Acquicella (Catania porto sud), Lavinaio – Platani ( Capomulini) o di scarichi fognari a Riposto, Acitrezza, Acicastello, Catania (via Villini a mare, piazza Europa, Stazione centrale, porto di Catania nord).

Lo scorso ferragosto si è registrata nella zona ionica un’epidemia gastrointestinale. Il risanamento ambientale della nostra costa non è più rinviabile. Serve un moto di protesta della società civile, una presa di coscienza della necessità di difendere il nostro territorio e, con esso, la nostra salute, per un nuovo modello di sviluppo basato sulla qualità dell’ambiente e sulla tutela dei beni ambientali.

Per questo motivo SEL – SI Catania annuncia una campagna di mappatura dei siti inquinati alla quale seguirà un’attività di denuncia alle istituzioni preposte al controllo ed alle eventuali sanzioni.

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Redazione NewSicilia



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