Dichiarazioni

Sciopero generale dei metalmeccanici. Landini: “Mancano investimenti e lavoro, Sud penalizzato”

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15 giu 2016 - 10:58

PALERMO - “Abbiamo proclamato lo sciopero in tutta Italia e oggi mettiamo insieme Sicilia, Sardegna e Calabria, perché oltre alla questione del contratto, c’è il problema del lavoro, del creare occupazione e quello drammatico della fine degli ammortizzatori sociali. Vogliamo mettere al centro la necessità, accanto al nodo del contratto, di creare una politica degli investimenti e del lavoro. Questa è la scelta che abbiamo fatto oggi”.

Lo ha detto all’Agi il leader della Fiom Cgil Maurizio Landini, stamane a Palermo per prendere parte alla manifestazione regionale nell’ambito dello sciopero generale dei metalmeccanici indetto da Fim, Fiom e Uilm a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto nazionale di categoria.

“Investimenti non ci sono – ha ribadito – né da parte degli imprenditori, né da parte del governo: è evidente che non vi sono disegni di politiche industriali in termini di rilancio vero per l’industria. È questo che stiamo pagando, sta pagando il Sud e dunque tutto il Paese”

“Per quello che ci riguarda, la proposta di Cgil, Cisl e Uil è quella di cambiare la Legge Fornero strutturalmente, non solo con qualche intervento. Il fatto che il Governo, dopo mesi in cui ha rifiutato qualsiasi confronto, oggi accetti di discutere anche con il sindacato, significa che si sta rendendo conto che quella riforma così come è, non va bene e non sta in piedi”.

Con queste parole Landini ha poi commentato la proposta messa sul piatto dal governo nell’incontro con i sindacati durante il quale il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Tommaso Nannicini e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, hanno ribadito l’intenzione dell’esecutivo di non toccare la riforma Fornero.

La proposta prevede anche che non ci sia alcuna penalizzazione per la pensione anticipata, ma un prestito con un piano di ammortamento di venti anni, una copertura assicurativa e una detrazione fiscale sulla parte del capitale anticipato per alcuni soggetti più deboli e meritevoli di tutela.

“Bisogna capire meglio – dice Landini - dalle notizie che ho, il governo ieri ha indicato alcune cose ma non ha, nel dettaglio, stabilito chi riguarderebbe e c’è quindi la necessità di avere un quadro preciso sull’operazione che intende fare il governo”.

“Per quello che ci riguarda – aggiunge – come è noto, la nostra posizione è che bisogna ridurre l’età pensionabile e che bisogna trovare delle forme che ci siano delle uscite senza penalizzazioni per le persone e quando parlo di riforma strutturale della Fornero, è perché penso che c’è un problema che riguarda anche i giovani. Un sistema contributivo non può essere accettato, da questo punto di vista valuteremo dopo gli incontri quale giudizio dare e quale valutazione dare, oggi siamo a un primo incontro ma il governo non è entrato nel dettaglio. Noi pensiamo che bisogna andare a una riforma vera della Legge Fornero”.

“Esiste un paradosso a Palermo perché sono mesi e anni che restano sulla carta impegni per ampliare i bacini e per fare una serie di investimenti. Fincantieri è pubblica e non sta rinnovano i contratti aziendali, sta abbassando i salari e i diritti. È un’ulteriore prova dell’assenza del governo. Un ‘tradimento’ su due fronti, quindi. Quando un’azienda è pubblica dovrebbe avere anche vincoli per fare piani di investimenti generali a partire dagli stabilimenti più in difficoltà”.

“Noi scioperiamo perché vorremmo fare già domani il contratto, se fosse possibile – conclude – È chiaro che le distanze sono molto consistenti. Oggi si conclude un ciclo di scioperi regionali e mi pare di poter dire che l’esito di questi scioperi è che c’è una adesione convinta dei sindacati che chiedono a Federmeccanica di cambiare posizione”.

Redazione NewSicilia



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