Protesta

Sciopero Amt, amarezza ed esasperazione. Lo Schiavo: “Da domani speriamo inizi il riscatto”

Giovanni Lo Schiavo, segretario Fast Confsal
19 mag 2016 - 11:06

CATANIA - “Da domani penso che qualcosa possa cambiare, spero che si possa invertire la rotta e che possa iniziare il riscatto della partecipata”. Parla così, tra rabbia e amarezza, il segretario della Fast Confsal Giovanni Lo Schiavo, che da mesi combatte a fianco dei lavoratori dell’Azienda Metropolitana Trasporti di Catania, sempre più in crisi e giunta, ormai, al capolinea.

Allo sciopero indetto per domani da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, si unirà anche sindacato autonomo, che proseguirà il suo sit-in davanti la sede centrale dell’azienda in via Sant’Euplio. La manifestazione di domani, dunque, potrebbe vedere una partecipazione come non si era mai vista fino a questo momento.

“Domani la città si fermerà per 8 ore – prosegue Lo Schiavo – ma ciò che conta è che tutti faremo la nostra parte. La politica, fino ad ora assente, non può più nascondersi e deve fare qualcosa. Quello che sta accadendo è una vergogna nostrana, dove la classe politica locale e regionale si è dimostrata inadeguata, portando la società al pre-fallimento”.

Ragion per cui il numero di mezzi è non è sufficiente, quelli che ci sono si presentano in condizioni pessime e i lavoratori si ritrovano a dover fare i conti con gli stipendi dimezzati. Mentre l’utenza, nel frattempo, non può che lamentarsi delle lunghe ore di attesa. “Cittadini e autisti hanno disagi diversi, ma combattono insieme per avere a Catania un servizio urbano efficiente – incalza il segretario – Anche perché la flessibilità chiesta dall’azienda e le ferie forzate per la mancanza di mezzi mi sembrano davvero eccessive”.

E mentre Lo Schiavo spera che da domani possa cambiare qualcosa, Catania vede una paralisi cittadina che non è più accettabile e che ha portato all’esasperazione l’utenza e i dipendenti.

 

Andrea Lo Giudice



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