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Scandalo “gettonopoli” con scarse presenze al Comune di Palermo, la denuncia M5S

comune di palermo
28 nov 2015 - 13:07

PALERMO - “Due, cinque, dieci minuti. E perfino anche meno. A un consigliere, se bisogna prestare fede all’orario riportato nel verbale, sarebbe bastato appena un giro della lancetta grande dell’orologio per maturare il diritto di portare a casa un pesante gettone di presenza da 156 euro. Benvenuti alle commissioni-bancomat del Comune di Palermo, che, assieme alle sedute del consiglio comunale, nel 2013 hanno elargito gettoni per 1.773.672 euro”.

Inizia così la denuncia del Movimento Cinque Stelle a seguito all’esaminazione di alcuni verbali di Palermo relativi all’anno 2013 che raccontano di un via vai di consigliere comunali con presenze lampo (anche di un minuto): “Più che in tutta Italia, visto che il gettone previsto per gli ”stakanovisti” della politica cittadina è infatti il più pesante dell’intera penisola: 27 euro più di Roma, 39 più di Milano, una volta e mezzo quello di Genova”, dicono.

“La guerra a gettonopoli del Movimento 5 stelle sbarca nel capoluogo, dopo aver scoperchiato il pentolone del malcostume politico praticamente in mezza Sicilia, da Siracusa ad Agrigento, passando per Acireale e Misterbianco. Anche a Messina, dove è arrivata in questi giorni la Digos, il Movimento stava spulciando i verbali, che ha avuto dopo parecchie resistenze arrivate da palazzo Zanca”.

I grillini spiegano come “non tutte le 7 commissioni permanenti hanno risposto alla richiesta di accesso agli atti fatta dai deputati regionali cinquestelle. La sesta, nonostante reiterate sollecitazioni, non ha ancora provveduto ad inviare i verbali. Parziali quelli della quinta. La quarta, dopo la richiesta della carte del Movimento, invece, è stata vittima di un incredibile furto che ha cancellato la memoria di vent’anni di attività, di cui ora non esiste nessuna traccia. Anacronisticamente scritti a penna, e quasi indecifrabili, quelli delle seconda”.

Anche il capogruppo cinquestelle all’Ars, Giorgio Ciaccio, ha commentato: ”E’ stata evidente la scarsa disponibilità a collaborare da parte di alcune commissioni. Per le modalità del furto dei ‘ghiottissimi’ documenti della quarta aspettiamo notizie del sindaco Orlando, cui avevamo chiesto l’avvio di una indagine interna. Dubitiamo, comunque che abbia fatto qualcosa”.

Conclude così il capogruppo: “Le presenze lampo non sono un reato, di certo, però, sono un comportamento da condannare. Presenze da 10, 20 minuti non servono certo a Palermo, sicuramente servono ai consiglieri. Orlando intervenga, anticipi l’entrata in vigore della legge approvata di recente all’Ars, che sarà operativa dalla prossima legislatura, tagliando da subito l’importo del gettone di presenza. Si attivino inoltre le dirette streaming delle commissioni, cosa che noi abbiamo fatto introdurre in alcune commissioni all’Ars”.

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Rossana Nicolosi



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