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Sblocca – Italia, arrivano i fondi per la Sicilia

Finanziate ferrovie, reti fognarie e strade, ma si levano alcune voci critiche.
binari
30 ago 2014 - 10:47

PALERMO –  E’ arrivato al termine del consiglio dei ministri, tenutosi ieri a Roma, l’annuncio dell’attuazione del decreto Sblocca – Italia. Si tratta di un piano di interventi per far ripartire la costruzione di una serie di opere pubbliche rimaste impantanate nelle lungaggini burocratiche.

Per la Sicilia questo significa nuovo impulso specie per le infrastrutture. E’ previsto, infatti, un intervento sul trasporto ferroviario e, in particolare, sull’asse Palermo – Messina – Catania.

Il cantiere per la ferrovia che dovrebbe collegare rapidamente le tre città più importanti dell’isola partirà nel 2015, anticipando di due anni la data prevista nel 2017, per un investimento complessivo di 5,2 miliardi di euro.

Ad annunciarlo il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: “La grande novità è che i cantieri devono aprire per queste due opere il 1° novembre 2015”.

Inoltre sono previsti finanziamenti per 3,8 miliardi destinati per quelle opere pubbliche che possono subire un intervento immediato. Tra queste risultano incluse il completamento della ferrovia Circumetnea, il raddoppio della Caltanissetta – Agrigento e la chiusura dell’anello ferroviario di Palermo.

In arrivo anche 1 miliardo e 150 milioni per 94 cantieri per la costruzione o il rifacimento di depuratori e reti idriche e fognarie. Queste opere, spesso bloccate da anni, sono costate all’Italia un richiamo dall’Unione Europea perché cantierabili.

Ben 13 interventi riguardano Palermo: l’adeguamento dei depuratori di Fondoverde Giardini e Acqua dei Corsari, le reti fognarie di Sferracavallo, Villagrazia, via Cruillas e la sistemazione del collettore sud orientale per evitare gli scarichi nel fiume Oreto.

Nella misura approvata dal governo verranno rimpinguate le cifre per gli ammortizzatori sociali in deroga di 728 milioni.

Non trova, però, consensi unanimi il decreto Sblocca – Italia: per alcuni non servirà a dare respiro all’economia isolana e nemmeno a colmare il divario infrastrutturale con il resto del Paese.

Il presidente dell’Ance Sicilia Salvo Ferlito ha dichiarato che questo decreto è solo un punto di partenza. Sono, infatti, drammatici i numeri della crisi dell’edilizia,: ben 80mila posti di lavoro persi nel settore. Da non dimenticare, inoltre, le infrastrutture inadeguate e senza manutenzione e, poi, i ponti crollati nella statale 626 vicino Licata o quello sulla ferrovia Gela – Caltagirone. 

Altra voce critica riguardo il decreto è quella del Comitato Pendolari: “Nello Sblocca – Italia è stata inserita solamente l’opera ferroviaria “Messina-Catania-Palermo” per un importo finanziato di 5,2 miliardi. Non riteniamo necessario l’investimento di tale cifra per l’opera faraonica della Palermo-Catania tagliando fuori le altre sette città. Quando invece lo stesso importo potrebbe essere spalmato sulle relazioni ferroviarie più importanti per ammodernare e velocizzare l’esistente. Da oltre venti anni si parla di collegamento ferroviario della Messina-Catania-Siracusa con l’aeroporto di Catania, ma nel decreto quest’opera non viene inclusa, mentre vengono finanziate le infrastrutture per l’aeroporto di Fiumicino, di Malpensa, di Venezia, di Genova e di Firenze per un totale di 3,65 miliardi”.

Foto Flickr Giuseppe Moscato cc license

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Andrea Sessa



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