L'appello

San Giorgio, consigliere Mirenda: “Il Comune ripari voragine. Temiamo smottamento”

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16 mag 2016 - 10:23

CATANIA - Continuano le preoccupazioni e le proteste in via Tellaro ma, come puntualmente succede per le periferie catanesi, l’amministrazione non tiene conto delle segnalazioni dei cittadini e ancora oggi persiste una grossa questione di sicurezza nel cuore del quartiere di San Giorgio.

“Da mesi il sottoscritto Maurizio Mirenda, consigliere comunale del gruppo “Grande Catania”, lancia appelli affinché da Palazzo degli Elefanti si attivino tutte le procedure necessarie per riparare le tubature e coprire una voragine che rischia di allargarsi ulteriormente. Oggi la strada è parzialmente transitabile ma cosa succederà con la prossima ondata di maltempo? La preoccupazione è che lo smottamento, le piogge torrenziali e il continuo passaggio di auto e camion non faccia altro che trasformare la via in un’enorme cratere con decine di famiglie letteralmente isolate dal resto della città”.

A questo va aggiunto pure il pericolo che qualcuno, soprattutto bambini, possano finire dentro alla buca segnalata da transenne e nastro di pericolo. Una soluzione, continua la nota, che doveva essere temporanea ma che dura da 8 mesi.

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La pazienza dei cittadini è ormai esaurita e questo non fa altro che suscitare profonda amarezza verso una maggioranza che riesce a trovare i fondi per costruire una pista ciclabile ma non riesce a reperire il denaro necessario per riparare un danno che sta mettendo in ginocchio un intero quartiere.

“Forse il lungomare è più importante del territorio di San Giorgio? Il totale immobilismo di questa amministrazione è la risposta più chiara che si possa dare alla cittadinanza. Deve scapparci allora la tragedia prima che gli operai comunali si mettano all’opera? In qualità di componente del gruppo “Grande Catania” chiedo al Sindaco di attivarsi immediatamente per risolvere il problema e non aspettare risposte da Palermo visto che fondi della Regione potrebbero impiegarci altri 8 mesi per arrivare nel capoluogo etneo. Nel frattempo, la questione potrebbe ulteriormente aggravarsi”.

Redazione NewSicilia



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