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Rosolini, Di Pietro si schiera con Cafeo

30 set 2014 - 14:22

ROSOLINI - “Sosterrò apertamente, senza sotterfugi ed alla luce del sole, il candidato di area “renziana” alle elezioni regionali del 5 ottobre a Pachino e Rosolini”. In una nota inviata alla redazione di NewSicilia.it, si schiera l’ex assessore ai Lavori pubblici della Provincia regionale di Siracusa, l’avvocato Silvio Di Pietro.

“Già da parecchi mesi  - aggiunge - avevo maturato questa decisione, ovvero di fare politica con un gruppo che guarda al futuro, alle riforme, al cambiamento della provincia di Siracusa. Nutro una grande stima per il candidato del Pd all’Ars Giovanni Cafeo e condivido da tempo la linea che tutto il gruppo “renziano” porta avanti in Sicilia. Dal sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo, al caro amico Davide Faraone appena indicato sottosegretario al ministero dell’istruzione nel governo nazionale di Matteo Renzi, al simpaticissimo deputato all’Ars Gianfranco Vullo”.

“Si tratta di un gruppo politico che decide in maniera semplice e concreta le scelte da fare nell’interesse esclusivo del bene comune”.

Silvio Di Pietro parla di programmi e di progetti.

“Questo gruppo “renziano” in pochi mesi ha superato la logica della vecchia ‘nomenklatura’ comunista figlia della Falce e martello e si è aperto al dialogo ed al confronto democratico e costruttivo. Oggi siamo punto di riferimento non soltanto nella città capoluogo, ma anche nell’intera zona sud. A Noto, a Rosolini, a Pachino ed in altre realtà del territorio. Oggi il nostro obiettivo è di portare Cafeo a rappresentare il popolo del Siracusano alla Regione”.

E conclude con una stoccata ai “potenti veterani” uomini di partito.

“Questa è anche l’occasione giusta affinché la zona sud della provincia possa avere un interlocutore in grado prima di capire e poi di tentare di risolvere i problemi del nostro martoriato territorio anche attraverso l’impegno del giovane assessore Piergiorgio Gerratana, la cui recente nomina è segno tangibile di una voglia dei renziani di voler dire basta alle vecchie logiche partitiche di conferimento del potere solo nelle mani di potenti e veterani uomini di partito, possibilmente residenti nella città capoluogo”.

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Redazione NewSicilia



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