Anniversario

Il ricordo di Falcone. Rosy Bindi: “La mafia ha rapporti con la politica, corrompe e spara”

Bindi
23 mag 2016 - 10:21

PALERMO - “Incontrando spesso i giovani, posso dire che tanto è cambiato, anche grazie ai nostri insegnanti, e i ragazzi a poco a poco stanno creando una società diversa. La speranza è che finalmente si avverino le parole di Giovanni quando diceva la mafia è un fatto umano e avrà la sua fine. Ecco perché siamo qua, per fare memoria, ma per dare anche ai nostri giovani quei valori necessari per creare una società diversa”.

A parlare dall’aula Bunker dell’Ucciardone, a Palermo, è Maria Falcone, sorella di Giovanni e presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.

In occasione del 24 esimo anniversario dalla strage di Capaci, proprio nell’Aula Bunker si sono riunite autorità civili e militari e pochi istanti fa è arrivato anche il presidente della commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi che ha subito affermato: “Dobbiamo ricordare che la mafia cambia ma resta sempre se stessa. D’altra parte non dobbiamo dimenticarci che la mafia di 24 anni fa l’abbiamo anche sconfitta”.

Ed immediato è stato anche il riferimento al recente attentato nei confronti di Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi.“Non manca l’attenzione sulle tristi novità di questi giorni – aggiunge la Bindi – Anche noi stasera saremo con Antoci per esprimergli vicinanza e solidarietà”.

“Intanto atteniamoci ai fatti: è davanti a questo triste episodio - ha sottolineato - c’è stata una immediata reazione. La mafia non ha mai dismesso le armi, anche in Emilia hanno trovato dei kalashnikov, pure a Roma le minacce non sono mai mancate. Quindi auguriamoci che resti un episodio isolato”.

Secondo Rosy Bindi, infine, “la mafia si caratterizza per il consenso e la capacità di avere rapporti con la politica e con i poteri, di corrompere e di sparare. Cambia ma resta se stessa. Speriamo che queste elezioni siano una occasione per fare di piu’. Le forze politiche sono ancora in tempo per togliere qualche impresentabile dalle liste e anche i cittadini – ha concluso – sono in tempo per scegliere delle persone per bene”.

A prendere la parola è stato anche il ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, non appena arrivato all’Ucciardone. “Quest’anno c’è una novità importante, otto piazze da Milano a Barile, in provincia di Potenza, che collegano fisicamente una comunità di 50 mila ragazzi e i loro insegnanti che oggi rappresentano tutta la comunità della scuola italiana che è lo strumento più forte e potente che abbiamo per combattere criminalità, le mafie e per costruire giorno dopo giorno la cultura della legalità”.

“Credo – ha proseguito – che già si vedano gli effetti nella sensibilità dei nostri giovani anche di fronte alla testimonianza viva che portiamo nelle scuole. Abbiamo siglato degli accordi importanti con l’associazione nazionale dei magistrati, con la Direzione nazionale antimafia e con il Csm. Tutto ciò porta le persone che combattono ogni giorno, in modi diversi, il crimine organizzato a parlare con i ragazzi: garantisco che l’interesse dei giovani e’ straordinario. La scuola è il luogo in cui questa educazione complessiva al rispetto delle regole si può fare. E capire che c’è un nemico fondamentale: l’ignoranza che genera paura. Noi -ha concluso- rispondiamo con queste iniziative”. 

Redazione NewSicilia



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