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Regione, la riforma “Giletti” naufraga nell’ennesima proroga

Giletti
17 ott 2014 - 06:30

PALERMO - Cavalcando l’onda lunga della campagna elettorale Rosario Crocetta aveva annunciato dal salotto buono di Rai 1 di Massimo Giletti una riforma “epocale”. Il cavallo di Troia per scardinare i salotti romani e accreditarsi come leader a livello nazionale per il presidente siciliano è stato il refrain relativo all’abolizione delle province.

Con una legge il governatore intendeva cancellare l’ente intermedio e creare i liberi consorzi e le città metropolitane. La “riforma Giletti”, ironicamente ribattezzata così dall’opposizione, non è mai andata in porto. Dagli annunci di Crocetta si è passati alle macerie di una rivoluzione iniziata e mai conclusa.

Il treno del cambiamento promesso dal presidente dovrà fare i conti con due anni di commissariamento delle province e con – di fatto – una democrazia sospesa. La recente delibera della giunta regionale ha consegnato alla storia politica isolana l’ennesimo fallimento: per le province è prolungato il commissariamento almeno fino al marzo del 2015.

Eppure la “rivoluzionaria” legge numero 8 del 2014 aveva posto come scadenza del commissariamento il 31 ottobre di quest’anno. Ma con la riforma ancora avviluppata da dubbi e perplessità si è preferito andare sul sicuro con un’ulteriore proroga.

La democrazia sospesa continuerà ancora: la Regione potrà scegliere anche dei nuovi commissari straordinari. L’Ars – su spinta anche del presidente Ardizzone – ha pressato il governo per mandare “al diavolo” la riforma di gilettiana memoria e per recepire, invece, la legge Delrio. Ma anche qui sono sorte divisioni e diverse vedute.

Durissimo l’affondo dell’onorevole Nello Musumeci: “L’ulteriore proroga dei nove commissari delle Province è una offesa al buonsenso, è l’ennesima vergogna di un governo incapace e dannoso, che noi deputati dobbiamo mandare a casa prima possibile. Ora dipende dall’Ars: se c’è la volontà di tutti, la legge di riforma delle province può essere approvata in un paio di settimane. Basta trovare una sintesi fra le varie proposte depositate, compresi due disegni di legge del nostro gruppo”.

“Constatiamo - aggiunge Musumeci - come anche nel centrosinistra trovi consenso la nostra idea di fare eleggere ai cittadini, piuttosto che far decidere ai partiti, i presidenti dei liberi consorzi ed i sindaci delle città metropolitane”.

“Quanto a Crocetta - conclude il presidente della commissione regionale antimafia - mercoledì della prossima settimana, dopo aver votato la censura alla Scilabra, presenteremo la mozione di sfiducia al governatore e pretenderemo tempi assai ristretti per la trattazione. Saranno così smascherati, dinanzi ai siciliani, i tanti bluff di questa estenuante partita a poker”.

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Andrea Sessa



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