Referendum

Le ragioni del “No” alla riforma costituzionale: domani ci sarà anche Calderoli

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25 nov 2016 - 14:36

SAN GIOVANNI LA PUNTA - C’è grande attesa per il convegno sul “NO” al referendum costituzionale organizzato per domani, alle ore 15,30, all’Ares Hotel di San Giovanni La Punta da “Noi con Salvini” con in testa il segretario nazionale Angelo Attaguile e il coordinatore regionale dei comitati del “NO” Rocco Zapparrata che introdurrà e modererà il dibattito.

Tra i relatori, assieme al deputato Angelo Attaguile ci saranno Roberto Calderoli, vicepresidente vicario del Senato della Repubblica, già ministro per le Riforme istituzionali, il senatore Raffaele Volpi e il presidente della Commissione regionale Antimafia, Nello Musumeci.

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“Sarà un momento importante - annuncia l’on. Angelo Attaguile - nel corso del quale metteremo ancora una volta a nudo le pericolose insidie che si celano dietro la confusionaria riforma voluta da Renzi e da chi c’è dietro di lui. Questa riforma - continua l’on. Angelo Attaguile - è un attentato alla sovranità popolare in quanto mira ad accentrare i poteri nelle mani di chi già detiene cariche istituzionali, penalizzando il cittadino-elettore che per la nostra Costituzione dovrebbe invece poter scegliere i propri rappresentanti e intervenire personalmente nelle scelte fondamentali della vita democratica del Paese. Peraltro - conclude il segretario nazionale di Noi con Salvini e Lega dei Popoli, Angelo Attaguile - non è affatto vero che il Senato venga abolito ma in verità accadrà che non verrà più eletto dai cittadini. Neppure il bicameralismo perfetto verrà superato perché rimarrà per molte materie mentre, a causa dei diversi procedimenti legislativi che s’intende introdurre, la riforma creerà concrete possibilità di conflitti di competenza tra le due camere e tra queste e le regioni. Il procedimento legislativo rischia di divenire più lungo e tortuoso, altro che semplificazione!”.

Gli fa eco Rocco Zapparrata, coordinatore regionale dei comitati del “NO” per “Noi con Salvini”: “dopo l’affollato convegno di Grammichele, adesso informeremo i cittadini della zona pedemontana etnea. Il nostro – dichiara Zapparrata – è un “NO” deciso, serio e responsabile perché discende non dalla simpatia o antipatia verso qualcuno, ma da un’attenta analisi delle modifiche che s’intende apportare ai singoli articoli della nostra Costituzione con questa oligarchica riforma. Noi votiamo NO - aggiunge Rocco Zapparrata - perché per esempio non vogliamo che un organismo delicato come la Corte Costituzionale, garanzia di equilibrio tra i poteri dello Stato, possa essere condizionato dalle nomine di una maggioranza politica che non è maggioranza del paese. Pensate che la sola Camera dei Deputati, peraltro, potrà dichiarare lo stato di guerra, votare amnistia e indulti, approvarsi il bilancio dello Stato, senza più essere controllata dal Senato. Davvero scandaloso. È una riforma - conclude Rocco Zapparata - pericolosissima anche per la Sicilia che con cinque milioni di abitanti potrà eleggere appena sette senatori mentre la Valle d’Aosta con poco più di centomila abitanti ne eleggerà due e il Molise con più di trecentomila abitanti anch’esso due. Lo Stato, se passasse questa insidiosa riforma, potrà legiferare in materie come il turismo, la cultura e la sanità, prima di competenza delle regioni: se faranno come per l’agricoltura, pesca e allevamento saremo rovinati. Addio autonomie e identità territoriali”.

Redazione NewSicilia



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