Chiarimenti

Raciti (PD): “No alla svendita delle Terme di Acireale”

19 ott 2014 - 06:15

ACIREALE - “La notizia di stampa secondo la quale la Regione starebbe per cedere il pacchetto azionario delle Terme di Acireale attraverso una sorta di “trattativa privata” desta seria preoccupazione”.

A dichiararlo è Fausto Raciti, segretario regionale del Partito Democratico e parlamentare acese.

“Negli ultimi due anni - prosegue Raciti - avevamo più volte sollecitato la Regione a realizzare un credibile piano di rilancio delle Terme. Dopo il timido impegno per la riapertura portato avanti (con scarsi mezzi) dal commissario ing. Bosco, la risposta del Governo regionale è stata il solito immobilismo che ha aggravato la già precaria situazione patrimoniale della struttura”.

“Immobilismo - osserva il parlamentare - che risulta di fatto funzionale a chi ha l’obbiettivo della svendita della preziosa risorsa termale e del patrimonio immobiliare dell’azienda. Tale nefasto progetto ha incontrato ed incontrerà la netta opposizione del Partito Democratico”.

“La Regione dica - sollecita Raciti - chi porta la responsabilità del mancato pagamento dei ratei di mutuo che ha determinato il contenzioso con Unicredit e si attivi per la tutela del proprio patrimonio immobiliare anche attraverso la rinegoziazione delle condizioni a suo tempo stipulate ed oggi a dir poco fuori mercato. Con il mantenimento della proprietà pubblica degli immobili disinnescherebbe gli appetiti di chi mira solo ad operazioni speculative”.

“Le Terme - precisa - costituiscono un bene che appartiene al territorio e ne connota l’identità, per questo sul tema della gestione delle strutture e delle prospettive di sviluppo deve essere chiamata ad esprimersi la città”.

“Per parte mia - conclude Raciti - ritengo che, per l’importanza che il settore riveste in funzione del rilancio dell’offerta turistica, la Regione Siciliana, debba porre lo sviluppo del termalismo in Sicilia e la riqualificazione dei territori e delle strutture termali pubbliche e private quale obiettivo da perseguire anche con la programmazione dei fondi europei per il periodo 2014-2020”.

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Redazione NewSicilia



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