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Protesta al teatro Verga di Catania: “Renzi capisca l’importanza della cultura”

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21 mag 2016 - 12:20

CATANIA - Il rinnovo decreto legge contratto, la stabilizzazione dei precari e il riconoscimento del lavoro del personale Ata, escluso dalla legge 107/2015, ma anche solidarietà e vicinanza ai lavoratori del teatro Stabile, senza stipendio da mesi. Sono queste le tematiche discusse nella protesta avvenuta ieri al teatro Verga di Catania, occupato da settimane dalle maestranze in assemblea permanente.

Il messaggio delle organizzazioni sindacali è stato chiaro: “La cultura e conoscenza sono alla base della società civile, come lo Stabile è un pezzo di storia che langue, la scuola è un’istituzione che ha bisogno di riconfermare la propria identità e il proprio ruolo, perché il Governo si è scordato che senza cultura, senza ricerca non si va da nessuna parte”.

Parole lanciate con bandiere e slogan, ma anche in musica, grazie alla presenza dei tre musicisti, Roberto Fuzio, Alfredo Longo e Turi Platania, e recitate con l’attore Aldo Toscano, al fianco dei lavoratori durante la manifestazione.

Valorizzazione delle professionalità, rinnovo contrattuale, stabilizzazione dei precari e rafforzamento della contrattazione di istituto, sono i motivi alle base delle rivendicazioni di oggi da parte di docenti, personale Ata e del mondo della ricerca, università e formazione musicale Afam, ma non solo.

Questo rapporto tra cultura e scuola è inscindibile – esordisce Antonella Distefano, segretaria generale Flc Cgil Catania –e abbiamo bisogno che anche i cittadini ci stiano vicini, cosi come le famiglie devono stare vicini ai propri figli per pretendere disperatamente una scuola più equa e più giusta che arrivi fino ai più bassi livelli di sofferenza del nostro territorio”.

Ci aspettiamo un grande senso di responsabilità da parte del governo Renzi, finora disatteso – dice Pippo Denaro, segretario Cisl – in Italia c’è un sindacato rappresentativo che va ascoltato, noi non vogliamo fare le leggi ma vogliamo discutere della scuola nell’interesse degli alunni e di chi ci lavora”.

Le cose che non funzionano sono tantissime – aggiunge Salvo Mavica, segretario Uil – ma non vogliamo limitarci alla protesta ma fare proposte. È il momento che ci si sieda insieme perchè la legge 107 deve essere necessariamente migliorata”.

Siamo con i lavoratori dello Stabile e anche per noi è una giornata molto importante – commenta Enzo Sciamacca, rappresentante dello Snals Catania – noi siamo senza contratto, abbiamo la carriera bloccata e siamo qui insieme per dire ancora no a questo modo di trattare i docenti che svolgono una funzione importante, lavorano per formare i nuovi cittadini di domani”.

Il contratto collettivo non viene rinnovato dal 2006, e fermo dal punto di vista economico al 2009, e ci sono ancora migliaia di precari storici tagliati fuori dalla legge 107/2015, così come il personale Ata: amministrativi, tecnici e ausiliari, le cui condizioni di lavoro, senza garanzie di stabilità né continuità professionale, non sono più sostenibili.

Sono ancora migliaia i docenti esclusi che hanno diritto alla stabilizzazione in base alla sentenza della Corte di giustizia Europea – hanno commentato– e ce ne sono altrettanti che ne avrebbero diritto per avere prestato servizio nelle scuole per decenni, mentre il personale Ata non viene minimamente preso in considerazione dalla legge 107/2015 nessun scorrimento di graduatoria né sblocchi di assunzioni. Per questo diciamo che serve un nuovo piano di stabilizzazione”.

Santi Liggieri



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