Sit-in

Protesta a Palazzo dei Normanni. I comitati: “Crocetta disconosce la sua legge di riforma delle Province”

protesta ex province
22 mar 2016 - 10:11

PALERMO - I comitati per l’adesione dei comuni di Gela, Niscemi, Piazza Armerina e Licodia Eubea alla “Città metropolitana” di Catania, e numerosi amministratori comunali, stanno dando vita, questa mattina, a un sit-in a Palermo, davanti a Palazzo dei Normanni, dove l’Ars è chiamata a esaminare le proposte di modifica della legge regionale n. 15/2015 sui liberi consorzi comunali e sulle città metropolitane in Sicilia.

Protestano contro la mancata applicazione dell’art. 44 delle stessa norma (non impugnato dal consiglio dei ministri) che impone alla giunta di predisporre un apposito disegno di legge da portare in assemblea per sancire la scelta fatta dai comuni attraverso delibere di consiglio comunale e referendum popolari.

“Invece – dicono i dirigenti dei comitati – il governatore Crocetta disconosce la sua stessa legge di riforma delle province e suggerisce scelte (riprovare con il tentativo di creare un nuovo consorzio di comuni o recepire la legge Del Rio) che ci porterebbero indietro di 10 anni”.

Una lettera di contestazione sarà consegnata ai deputati regionali. I comitati hanno chiesto di poter incontrare il governatore Crocetta e il presidente dell’Ars, Ardizzone, prima di dare seguito all’atto stragiudiziale di diffida notificato al governo regionale, che così è stato messo in mora.

Nel frattempo si sta valutando l’ipotesi di chiedere alla Regione il risarcimento dei danni economici subiti dai comuni di Gela, Niscemi, Piazza Armerina, e Licodia Eubea, “perché rimasti fuori – dicono i comitati - dalla nuova programmazione della città metropolitana di Catania ed emarginati da quelle delle ex province di originaria appartenenza”.

Ma sull’argomento è intervenuto anche Leoluca Orlando, in quanto presidente di AnciSicilia. “Si apre oggi all’Ars, per l’ennesima volta, una discussione su un disegno di legge di riforma del governo del territorio in Sicilia e torna di attualità il tema della sostenibilità dell’assetto delle ex province”. 

E ancora “Abbiamo più volte constatato come sia surreale un dibattito sui liberi consorzi e città metropolitane che non veda un pieno coinvolgimento di quegli stessi amministratori locali che dovrebbero assumersi la responsabilità politica e gestionale dei nuovi enti. Il legislatore regionale ha pieno titolo, ovviamente, nel legiferare su questa come su altre materie, ma l’esperienza di questi anni di commissariamento delle ex province avrebbe dovuto insegnare che non basta approvare una legge per garantire una efficiente ed efficace gestione dei servizi di area vasta”.

“Anche in ambito nazionale la riforma delle province – hanno aggiunto congiuntamente il presidente Orlando e Mario Emanuele Alvano, segretario generale dell’Associazione del Comuni siciliani – ha determinato e sta determinando numerosi problemi attuativi, ma in Sicilia il quadro è ancora più complesso a causa di un quadro finanziario che per Regione e comuni è già particolarmente critico e che per gli enti di area vasta e’ ingestibile. Per tali ragioni abbiamo più volte invocato che vi fosse più che l’approvazione di una legge ‘al buio’ l’avvio di un percorso di collaborazione tra le istituzioni con il diretto coinvolgimento del Governo nazionale”.

Redazione NewSicilia



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