Sanità

Protesta di laboratori e ambulatori siciliani, tanti posti di lavoro in pericolo

foto di www.teletua.com
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17 mar 2016 - 17:56

CATANIA - Continua la protesta dei laboratori siciliani nata con il decreto Rosy Bindi che prevedeva una riduzione notevole della tariffa su tutti gli esami. Inizialmente molte regioni italiane, inclusa la Sicilia, avevano deciso di intervenire stanziando delle somme che avrebbero permesso così di ristabilire la tariffa dovuta ai laboratori.

Il governo siciliano però, con l’arrivo dell’ex presidente Raffale Lombardo, decise di sospendere i finanziamenti per i laboratori lasciandoli così in grave difficoltà economica.

Un barlume di speranza per il personale sanitario di ambulatori e laboratori siciliani era arrivato con il decreto Balduzzi, che aveva apportato migliorie anche se minime al precedente decreto Bindi.

La problematica di queste strutture sanitarie negli anni non è cambiata e la Regione Sicilia vuole adesso ridurre del 5% il budget mettendo così a rischio numerosi laboratori. 

Nei giorni scorsi diversi medici e personale sanitario hanno incrociato le braccia chiudendo le porte di laboratori e ambulatori.

“Attualmente la situazione dei laboratori e ambulatori siciliani non è delle migliori – dichiara il deputato all’Ars Vincenzo Fontana -. Tempo fa il Cga aveva rigettato la sentenza del Tar che prevedeva la restituzione delle somme che la Regione aveva versato per mantenere in vita i vari laboratori. Adesso però c’è un processo pendente al Tar Lazio per decidere se tale restituzione deve essere fatta o meno”.

Per poter ricevere gli accrediti e mantenere aperti i laboratori questi devono avere una “soglia minima di pazienti”, cosa che ultimamente non sta accadendo e per questo motivo ormai diverse strutture stanno decidendo di consorziarsi tra loro.

Recentemente si era anche avanzata l’ipotesi di una restituzione anticipata delle somme concesse da parte della Regione – conclude il deputato Vincenzo Fontana -. Diversi dirigenti sanitari però sostengono che per effetturarla è necessario attendere la sentenza del Tar Lazio. Il vero problema è che in questo modo si abbassa ancora una volta il tariffario dei laboratori, mettendo seriamente a rischio diversi posti di lavoro in Sicilia.

 

 

Francesca Guglielmino



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