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Prossimi candidati alla Regione? Inizia lo showdown

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19 ott 2014 - 06:00

PALERMO - La lunga partita di poker, che dura ormai da due anni, sembra arrivata a una stretta finale. A “giocare” con i destini dei siciliani è Rosario Crocetta, presidente che inizialmente sembrava avere una bella “scala reale” – per restare in tema di carte – ma che ha tirato a campare soltanto con dei bluff.

Nonostante il rinvio di una settimana delle mozioni di censura agli assessori Nelli Scilabra e Linda Vancheri sembra che per il governo regionale non sia cambiato nulla. Il prossimo martedì il mazziere distribuirà le carte fondamentali anche ai membri stessi della pericolante maggioranza di Crocetta per censurare e “far fuori” l’assessore alla Formazione.

Sul governatore incombe la mozione di sfiducia che le opposizioni hanno annunciato. In particolare Nello Musumeci ha cercato di forzare i tempi per evitare ripensamenti dell’ultima ora e trattative nascoste: la mozione si deve presentare e votare subito ha tuonato l’ultimo candidato alla presidenza della Regione che ha sfidato proprio Crocetta.

“Allungare i tempi significherebbe aprire una zona grigia frequentata da ripensamenti, ammiccamenti, ricatti, accordi illeciti - ha sottolineato Musumeci - e invece serve estrema chiarezza e riuscire a mandare a casa un governo che ha condannato la Sicilia alla paralisi. La mozione sarà offerta alla sottoscrizione di chi vorrà”.

“L’esempio di Crocetta - ha aggiunto il presidente della commissione regionale antimafia - ci ha dimostrato che non serve il governo di un uomo che centralizza tutto, ma una squadra di persone competenti e serie. Il mio impegno è per far valere lo spirito di squadra sulle pulsioni individualiste”.

Il nome del deputato regionale è stato avanzato per una possibile ricandidatura qualora il governo Crocetta dovesse terminare anticipatamente. Lo stesso Marco Falcone, in un’intervista rilasciata a NewSicilia.it, ha convenuto su questa possibilità: “Musumeci è sicuramente una risorsa importante del centrodestra ed è un uomo a disposizione di una coalizione. Nel momento opportuno potremmo scegliere una persona che possa interpretare le aspettative e le preoccupazioni che attanagliano i siciliani e che possa rappresentarli al meglio”.

Insomma l’autorevolezza di Nello Musumeci potrebbe essere una carta da giocare per il centrodestra, a meno che – come è già successo nelle ultime regionali – non ci siano divisioni repentine (come avvenne con Gianfranco Miccichè e il polo “autonomista”).

Sul fronte grillino Giancarlo Cancelleri, anch’egli competitor per la presidenza della Regione due anni fa, sembra aver accreditato la propria figura anche a livello istituzionale. Il suo potrebbe essere un nome spendibile per la corsa presidenziale e lo “sfiducia day” organizzato dal Movimento 5 Stelle il prossimo 26 ottobre potrebbe far capire qualcosa in più in merito.

Nonostante una luna di miele iniziale adesso i pentastellati sono all’antitesi di Crocetta e in particolare gli contestano i fallimenti sul Muos, sulla politica ambientale e le trivellazioni, sulla gestione finanziaria della Regione e l’accensione di un mutuo da un miliardo e sul Piano Giovani.

“Non possiamo restare a guardare - ha dichiarato Cancelleri - di cosa abbiamo paura? Che sia troppo tardi? In due anni di governo, la tanto sbandierata rivoluzione crocettiana si è dimostrata essere un totale fallimento. La Sicilia sta adesso attraversando uno dei periodi più tragici della sua storia recente, proprio a causa dell’incompetenza amministrativa del nostro governatore. È giunto il momento di far sentire nuovamente la nostra voce, quella dei siciliani onesti, che non hanno paura di manifestare il loro malcontento”.

È stato durissimo l’attacco del sindaco di Palermo Leoluca Orlando nei confronti di Crocetta. Con una veemenza da campagna elettorale il presidente dell’Anci siciliana ha detto: “Abbiamo cercato più volte il dialogo con il governo Crocetta, anche presentando un documento di proposte e su questo non ci è stata data risposta. La verità è che non esiste più un governo regionale. Mi sembra che stia emergendo con molta forza una denuncia da questo incontro istituzionale e che il commissariamento rischia di esser il male minore”.

Crocetta ha risposto piccato dando del “forforso” a Orlando e dicendogli che “non ha fatto problemi quando al governo c’erano Cuffaro e Lombardo, è evidente ormai che è in campagna elettorale”. Se di campagna elettorale si tratta ancora nessuno, per prudenza e per non bruciarsi troppo presto, ha effettuato lo showdown.

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Andrea Sessa



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