Visita

Il presidente Grasso al carcere Malaspina. “Qui si rieduca davvero”

Pietro Grasso
14 mag 2016 - 10:43

PALERMO - “Sono a Palermo e ieri sono andato a trovare i ragazzi del carcere minorile ‘Malaspina’. Nel mio lungo lavoro da magistrato ho conosciuto persone che hanno commesso reati di tutti i tipi: alcuni per avidità di denaro o di potere, altri per odio, altri per disprezzo della vita altrui, altri ancora, spesso giovani come i ragazzi del Malaspina, spinti a prendere la strada sbagliata della malavita da cattive compagnie, da situazioni familiari difficili, dalla mancanza di opportunità e di speranza.

Io non ho mai dimenticato che dietro ogni reato, anche i più terribili, c’è sempre una persona, con la sua vita e la sua storia personale. Ho sempre giudicato, assolto o condannato secondo la legge, ma senza mai dare giudizi morali o personali”.

Così sul suo profilo Facebook il presidente del Senato, Pietro Grasso, che aggiunge: “Ogni reato causa dolore in altre persone: nella vittima, nei genitori, nei fratelli, negli amici, nei parenti. Ho spiegato loro che la pena cui sono stati condannati non è una vendetta dello Stato, ma un modo per far loro comprendere il male che hanno commesso, maturare la coscienza dell’errore e soprattutto decidere intimamente, non solo a parole ma con i fatti, di cambiare strada: studiare, lavorare, avere una famiglia, figli, una vita in pace, senza paura, senza violenza”.

“Questo - sottolinea Grasso - è particolarmente vero per la giustizia minorile, perché nelle strutture come il Malaspina possono davvero cambiare. Hanno sbagliato ma sono giovani, hanno davanti una vita e la possibilità di scegliere e di dimostrare di essere pronti a lasciare quella struttura gradualmente. A ognuno di loro è offerta la possibilità di studiare, imparare mestieri e arti, cose che possono farli tornare nella società con la voglia di ricominciare”.

“Tra i laboratori che frequentano c’è quello in cui producono buonissimi biscotti - aggiunge -. Il nome del prodotto l’hanno scelto loro, ‘Cotti in fragranza’, e lo trovo davvero geniale. Il percorso di rieducazione non è facile ma loro ce la mettono tutta. Gli auguro, da padre e da nonno, una buona vita”.

Redazione NewSicilia



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