Analisi

Politiche sociali, l’ex assessore Pennisi: “Amministrazione senza programmazione”

Carlo Pennisi
13 giu 2016 - 17:16

CATANIA - “Ho la sensazione che la politica sociale non faccia parte della progettazione dell’amministrazione”. È questa la posizione dell’ex assessore alle Politiche Sociali di Catania, Carlo Pennisi, membro della giunta quando era sindaco Raffaele Stancanelli.

Con questa analisi, si potrebbe dire che l’attuale assessore, Angelo Villari, si sia ritrovato seriamente in una posizione scomoda. Tanto che, come analizzato ampiamente ieri sul nostro sito, sarebbe più facile definire Villari “assessore asociale”: sul sito del Comune non c’è neanche una sua descrizione!

Eppure, l’attuale membro della giunta Bianco la sua volontà sembra metterla tutta: “Credo – afferma Pennisi – che la colpa di quanto stia accadendo sia da attribuire a chi è stato assessore per un anno e mezzo prima di lui. Non si è informato e non ha provato a dare continuità a ciò che avevamo proposto. Cosa che Villari, invece, ha provato a fare. Ma se la macchina amministrativa non funziona è difficile ottenere dei risultati”.

Pennisi, infatti, tiene a sottolineare come negli anni le cose siano cambiate, così come il modo di investire i soldi: “Bisogna rendersi conto che i finanziamenti degli anni ’90 non ci sono più e che bisogna cambiare modo di vedere le cose. Come avevamo fatto noi, studiando una soluzione che si incentrasse sulla famiglia e che avesse come punto di riferimento 5 centri territoriali”. Un progetto innovativo, da testare e che ha ottenuto il finanziamento di circa 5 milioni di euro. “Ma che fine abbiano fatto questi soldi non si sa. Ci vuole una progettazione per il loro investimento”.

L’analisi del lavoro svolto dall’assessorato alle Politiche Sociali, inoltre, dà spunto a Pennisi per chiarire alcuni aspetti affrontati nella passata amministrazione, come quello relativo al Regolamento Unico dei servizi sociali. Una proposta che prevedeva 4 punti fondamentali: a) servizi più adeguati alle famiglie, dando priorità ai servizi essenziali dovuti per legge e, pertanto, orientando i progetti particolari o speciali a contribuire “per quota” e per scopo tale offerta; b) ottimizzazione delle risorse, scomponendo analiticamente gli attuali servizi in prestazioni e ricomponendo queste ultime in servizi più adeguati a sostenere le responsabilità familiari, la domiciliarità, i processi di inclusione sociale; c) valorizzazione del privato, sollecitando con soluzioni sussidiarie le relazioni di solidarietà e le responsabilità che esse comportano, le reti in cui esse si concretizzano ed il volontariato che le sostiene; d) semplificazione ed unificazione dei procedimenti e delle procedure. in modo da attivare strumenti di monitoraggio dei servizi e criteri di controllo più efficaci.

Di seguito tutti i punti riguardanti trattati nelle relazioni, con un occhio di riguardo allo spinoso argomento degli asili nido.

Relazione Consiglio Prima finale

Relazione Pennisi SERV SOC 12.1.2013

Pennisi su asili nido

Colpa dell’attuale assessore o meno, però, sta di fatto che le cose non funzionano.

Andrea Lo Giudice



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