Sanità

Piemonte, le proposte del sindaco Accorinti

L'ospedale Piemonte di Messina
L'ospedale Piemonte di Messina
21 ago 2014 - 16:31

MESSINA – Il primo cittadino messinese, Renato Accorinti, ha inviato agli organi competenti la proposta di destinazione del punto nascita dell’Ospedale Piemonte, già trasmessa all’assessore regionale della Salute, Lucia Borsellino.

Nel suo documento il Sindaco evidenzia che “il Consiglio comunale aperto in data 04/08/2014 e’ stato teatro di un incontro, con proposta di convocazione avanzata al presidente del Consiglio comunale da parte di questo Sindaco (…) quale massimo responsabile della sanità del territorio, e presenti tutte le parti interessate (deputazione politica messinese nazionale e regionale, direttori generali delle tre aziende provinciali ed i consiglieri tutti) con un solo punto all’ordine del giorno, ovvero le sorti future dell’Ospedale Piemonte, storica struttura sanitaria della città, oggetto negli ultimi anni di più interventi “strategici” che hanno limitato e diversificato la potenzialità dell’offerta di servizi. Il ruolo del primo cittadino dell’area messinese, dal punto di vista sanitario, è quello di garantire e vigilare, affinché vengano poste in essere le migliori condizioni di efficienza ed efficacia delle cure sanitarie da offrire alla popolazione, sia dal punto di vista organizzativo, degli investimenti che, ancora, per le scelte logistiche, strategiche e razionali nell’uso delle risorse affidate. In tal senso, la vivace dialettica registrata in Aula con tesi a volte discordanti, ed anche confuse, sul futuro dell’Ospedale Piemonte, hanno trovato sintesi in tre proposte ovvero:

A) La necessità, tecnicamente rappresentata dal direttore dell’azienda ospedaliera Papardo/Piemonte, di far fronte ad uno specifico obiettivo di “accorpare” per motivi organizzativi/economici, i due punti nascita, oggi identificati in 2 Unità Operative situate appunto al Papardo ed al Piemonte, in una sola struttura, identificando nell’Ospedale Piemonte l’allocazione più adeguata in quanto, in quest’ultima, è presente una UTIN (Unità Terapia Intensiva Neonatale n.d.r.). Scelta da porre in essere in tempi brevissimi, stante la precarietà di personale in ambo le strutture, e quindi a garanzia della condizione di limitare il conseguente rischio per madri e piccoli nascituri.

B) La necessità, anch’essa rappresentata dal direttore Vullo, di dimensionare adeguatamente il Pronto Soccorso, considerata la mancanza nella struttura di una Cardiologia con Emodinamica e di unità operative adeguate per fare fronte a politraumatizzati o pazienti con ictus ed altre importanti patologie di emergenza/urgenza che trovano nel Policlinico a Sud ed al Papardo a Nord, strutture complete di diagnostica ed interventistica in grado di offrire una tipologia di soccorso adeguato a tutti i livelli di gravità e complicanze in emergenza.

C) Molti consiglieri e deputati hanno proposto il potenziamento, generalizzato, dell’offerta sanitaria del Piemonte, arricchendolo di discipline ormai non più presenti perché trasferite al Papardo, ovvero un ritorno al passato e… di più.

Il Sindaco non può disconoscere le indicazioni che provengono da esigenze di natura finanziaria (spending review) e le ricadute che queste hanno nelle scelte strategiche e vincolanti dettate dall’Assessorato regionale, ma è pur vero che, proprio la limitatezza delle risorse, deve rendere massima l’attenzione sull’ottimizzazione dell’uso che di esse si farà. Pertanto, per lo specifico problema dell’Ospedale Piemonte, accogliendo proposte che da più parti politiche e da moltissimi cittadini sono pervenute, il Sindaco chiede al sig. Assessore per la Salute della Regione Siciliana di valutare attentamente l’opportunità, se l’accorpamento deve essere realizzato, di creare un solo punto nascita e polo materno infantile di 2° livello, determinando questa condizione nella razionale allocazione a nord della Città, ovvero nell’Azienda Papardo, trasferendo in questa Struttura la Utin oggi operativa al Piemonte, ma per la quale già locali e predisposizione per le apparecchiature sono state realizzate da tempo e pronte per attivare efficacemente l’unità senza spese aggiuntive. La presenza dell’Unità trasfusionale, dell’Anestesia e Rianimazione, un attrezzato laboratorio H/24 e l’eliporto vanno a completare l’esigenza delle strutture di supporto, cosi come analiticamente previste nelle vigenti normative regionali. Una realizzazione, a costo zero, che garantisce alla popolosa zona centro-nord della città ed ai villaggi limitrofi un punto nascita ed un polo materno infantile adeguato, di qualità e sicuro, raddoppiato, in zona centro-sud, a più di 15 km dal Policlinico, anch’esso dotato di tutte le strutture previste per essere parimenti accreditato. Una proposta che razionalizza l’offerta delle prestazioni, rispettando le caratteristiche del territorio, la qualità e la sicurezza. Il Piemonte, invece, premesso che dovrebbe mantenere e potenziare la sua vocazione di struttura per la garanzia dell’emergenza/urgenza, nella razionalizzazione degli spazi, ove possibile, potrebbe trovare adeguato utilizzo e sviluppo anche dedicato ad attività ambulatoriali e diagnostiche multidisciplinari, ma anche alla riabilitazione fisica, neurologica, cardiologica, respiratoria, con degenze dedicate solo per RSA, fornendo servizi quindi oggi assai richiesti e qualificanti e spesso oggetto di lunghe liste di attesa, per le quali la “centralità” della struttura favorirebbe soprattutto l’accesso e la fruibilità agli anziani ed alle fasce deboli.

Una struttura sanitaria al centro della città che si offrirebbe alla cittadinanza, fornendo servizi sanitari assai richiesti, spesso oggetto di migrazione passiva (vedi le prestazioni di riabilitazione), e per le quali codesto Assessorato ha più volte dettato indirizzi e strategie mirate al potenziamento, soprattutto, nelle strutture pubbliche. Ovviamente, quanto sopra espresso dovrà passare al vaglio tecnico, in un apposito tavolo con le parti competenti ed interessate, per uno sviluppo adeguato dei cambiamenti e delle proposte di potenziamento per la salvaguardia dei necessari livelli di sicurezza e qualità per la cittadinanza, trovando, ove necessario, soluzioni alternative, sia logistiche che organizzative, da concordare per l’ottimizzazione dell’offerta. Contestualmente, in sinergia con l’ASP e l’Ordine dei medici e dei farmacisti, il comune di Messina si farà promotore di un progetto per fornire un’adeguata informazione/formazione, poster e depliants attraverso il coinvolgimento dei quartieri, sul “cosa fare e dove andare”, quando un cittadino deve rivolgersi ad una struttura sanitaria in emergenza”.

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Redazione NewSicilia



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