Tasse

Pelagie, dissesto finanziario: “Occorrono piano di rientro e sgravi fiscali”

economia finanza imprese
30 nov 2015 - 19:08

LAMPEDUSA – Giusy Nicolini, sindaco di Lampedusa e Linosa, ha chiesto al governo nazionale una disciplina agevolata dei versamenti sospesi nel 2011.

L’aiuto fiscale concesso agli abitanti del luogo fu all’epoca motivato dalla crisi scaturita dall’incremento del fenomeno migratorio, evento da porre in strettissima relazione con il sopraggiungere della cosiddetta “Primavera Araba“. La moratoria concessa nel 2011 è stata, per espressa richiesta del sindaco delle Isole Pelagie, di anno in anno prorogata: in tanto tempo però non si è mai pensato di dar vita ad una disciplina normativa che potesse in qualche modo gestire la delicata fase del rientro dalla sospensione dei tributi.

Giusy Nicolini ha in questa carenza scorto un potenziale pericolo per le attività commerciali aventi sede nelle Isole Pelagie: “Se le imprese dovessero pagare i tributi e le imposte del 2011 insieme a quelle dell’anno in corso, si sancirebbe il loro sicuro fallimento. Occorre necessariamente un piano di rientro e il riconoscimento di uno sgravio fiscale come compensazione del danno subito. Ci auguriamo  che in sede di legge di stabilità venga riconosciuta la legittima esigenza di evitare sofferenza finanziaria agli operatori economici locali che già scontano i disagi e le difficoltà dovuti all’insularità“.

Diventa quindi necessario studiare un’adeguata strategia economica e finanziaria che consenta alle imprese di operare un rientro d’emergenza e che non costringa gli imprenditori al fallimento; per questo motivo si pensa ormai da qualche tempo di mettere quanto prima in atto delle modalità di pagamento dei tributi che offrano ai negozianti ed ai titolari di aziende condizioni agevolate di pagamento del pregresso

Valentina Idonea



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