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Il Pd in piena fibrillazione: dal capogruppo all’assessore in giunta montano le tensioni

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Luca Sammartino con i consiglieri comunali etnei
17 nov 2015 - 13:08

PALERMO - Da giorni il governo Crocetta è impantanato nella scelta dell’ultimo assessore per completare la giunta. La Funzione Pubblica è rimasto un posto vacante dopo la rinunzia, per la seconda volta, del presidente di Riscossione Sicilia Antonio Fiumefreddo.

Per il presidente il nome è già pronto. Quello di Luisa Lantieri, deputata regionale ed esponente di Sicilia Democratica, però non convince il Pd “pressato” dai verdiniani di Ala per avere una rappresentanza in giunta.

Così il nodo ancora non si è sciolto. Il nome dei verdiniani è quello di Santino Sciré, vice presidente delle Acli. Se fosse scelto lui le parole rilasciate da Crocetta lo scorso fine settimana a Catania in occasione della kermesse del Megafono su Saverio Romano sarebbero clamorosamente smentite.

Infatti il presidente aveva detto di non voler riportare il neo verdiniano Romano al governo e la trattativa rimane aperta.

Come aperta rimane la corsa a capogruppo del Pd dopo la nomina di Antonello Cracolici ad assessore regionale. Ormai i dem hanno stravolta la fisionomia iniziale del gruppo con gli ingressi, non senza polemiche, degli ex Articolo 4.

Proprio in virtù di questi ingressi che “pesano” per la capacità di controllare voti e potere sui territori è in pole Luca Sammartino che, però, non trova il gradimento degli storici esponenti di sinistra.

Andrea Sessa



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