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Parte la nuova programmazione della pesca in Sicilia: 16 milioni e mezzo al Flag

CRACOLICI
2 ago 2016 - 13:04

CATANIA - Maggiore attenzione alla tracciabilità e alla valorizzazione del pescato siciliano, maggiori risorse per la manutenzione dei porti, tempi più veloci e una maggiore efficienza dei Flag – Fisheries Local Action Groups, le nuove aggregazioni territoriali, di tipo partecipativo che riuniscono in partenariati enti locali, associazioni e portatori di interesse del settore con l’obiettivo di proporre le strategie di sviluppo integrato e sostenibile nelle aree costiere e marine.

Tutto questo fa parte della nuova programmazione della pesca in Sicilia che prenderà il via con la prima tranche di finanziamenti da 16 milioni e mezzo di euro destinata ai Flag: per il 12 settembre e 3 ottobre le scadenze previste per la presentazione delle manifestazioni di interesse e l’elaborazione delle strategie di sviluppo locale. Le risorse del Feamp – Fondo europeo per gli affari marittimi e la Pesca, destinate alla Sicilia, ammontano a circa 120 milioni di euro: a renderlo noto l’assessore regionale all’Agricoltura e Pesca Mediterranea, Antonello Cracolici, nel corso di una conferenza stampa, alla presenza del dirigente generale del Dipartimento regionale pesca, Dario Cartabellotta.

“Intendiamo dare una nuova impronta alla spesa dei fondi europei del Feamp attraverso criteri che rafforzino qualità, innovazione e tracciabilità del nostro pescato e favoriscano la trasformazione e la chiusura della filiera - ha spiegato Cracolici -. Inoltre pesca, turismo, cultura e identità territoriale devono camminare insieme,questa è la nostra vera forza. Vogliamo ricollegare tutti questi fili in un disegno economico integrato. I fondi europei non sono un sostegno al reddito ma uno strumento per pianificare politiche di sviluppo”.

“Rispetto alla vecchia programmazione - ha aggiunto l’assessore - sono stati inseriti nuovi criteri per la distribuzione delle risorse dei Flag, come gli incentivi per l’aggregazione territoriale: per la prima volta nell’assegnazione delle risorse aggiuntive faranno fede i parametri relativi al numero di imbarcazioni della piccola pesca costiera, la popolazione residente nell’area interessata e i chilometri di costa. Prevista inoltre una riduzione del numero delle aggregazioni territoriali da 11 a 8. Il 30% delle risorse per la strategia di sviluppo locale sarà destinato interamente a piccoli interventi infrastrutturali nelle zone portuali come ripristino dell’illuminazione, creazione isole ecologiche e manutenzione”.

Per Dario Cartabellotta invece “questa programmazione darà grande attenzione al mondo della pesca artigianale. Veniamo da anni di programmazioni che puntavano alla rottamazione delle barche, finalmente si vuole valorizzare la pesca artigianale, quella fatta da barche inferiori a 12 metri che non utilizzano attrezzi da strascico e quindi molto selettiva e sostenibile per l’ambiente. Si punterà al rilancio di tutte le comunità marinare delle borgate, dell’identità mediterranea, anche per avvicinare sempre di più i consumatori al consumo di pesce fresco e genuino ed evitare che sulle nostre tavole finisca solo del pesce di importazione”.

Gabriele Paratore



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