Intervista

Palermo, Scavone (Mov139) sui ballottaggi: “Alla base di tutto c’è una realtà culturale viva”

Aurelio_Scavone_capogruppo_Mov139
29 giu 2016 - 19:45

PALERMO – Aurelio Scavone, capogruppo del Movimento 139 al Comune di Palermo, movimento fondato a Roma dall’attuale sindaco Leoluca Orlando nel giugno di tre anni fa, si definisce un palermitano d’adozione, essendo nato a Catania. Nell’intervista che segue ha parlato dei ballottaggi, ma anche del referendum di ottobre.

Ballottaggi elettorali: qual è la posizione del Mov 139?

L’analisi rispetto ad una posizione non può essere politica ma soltanto in merito ai fatti, a ciò che è accaduto: dove le realtà locali sono state inesistenti dal punto di vista politico, ovvimente si è prodotta una disaffezione politica e dunque un forte voto di protesta che ha aggregato numeri importanti in comuni come Alcamo e via dicendo. Io credo che sul Movimento Cinque Stelle vada fatta una riflessione generale: esso è una certa realtà di protesta ma è chiaro che, soprattutto in ambito di decisioni amministrative, se esiste un gruppo competente di persone che vivono la realtà locale, attivamente, è normale e naturale che oltre al voto di protesta vengano fuori delle soluzioni di proposta, vedi quello che è accaduto a Torino, che è sintomatico“.

Anche a Roma.

No, a Roma non è affatto sintomatico. Io trovo che quanto accaduto a Roma sia scandaloso, e spiego il perché. Che vincesse la Raggi per me era sicuro, ma che il Pd andasse al ballottaggio, è vergognoso, perché dopo quello che è accaduto, il Pd avrebbe dovuto prendere l’1%. Un po’ come è successo a Napoli, dove il Pd è praticamente sparito. La dimostrazione di quello che dico è la vittoria di Sala a Milano: essa è una grande città, dove c’è una realtà culturale molto forte. Lì i grillini non c’erano, ma perché non c’erano? Perché non c’è una realtà affidabile anche da parte dei cittadini. Perché il voto delle amministrazioni locali si basa anche sull’affidabilità degli interlocutori. Certi comuni amministrati dai Cinquestelle hanno problemi serissimi, ma non perché siano disonesti, assolutamente no: io credo che i Cinquestelle siano onestissimi, ma l’amministrazione è anche fatta di politiche di servizio, di preparazione, di cultura. Non è una cosa che si può inventare all’ultimo momento. Se ti proponi per la gestione devi avere le competenze giuste, altrimenti, specie in un sistema come quello di oggi sei fuori dal mondo e i primi a pagarne le conseguenze sono i cittadini, mortificando tra le altre cose, quella che è la speranza di un cambiamento. Io credo che specie a Torino, questo risultato nasca non tanto per ‘far fuori’ politicamente Fassino, che tra l’altro era contrapposto a Renzi e quindi, paradossalmente, è come se i Cinquestelle gli avessero fatto un favore. No, il risultato di Torino è frutto di una realtà locale viva che se è organizzata, produttiva, amministrativamente capace, poi porta a risultati efficaci“.

E a Palermo, in cui si voterà l’anno prossimo per eleggere il nuovo sindaco, pensa possa esserci un sindaco grillino?

Faccio una riflesione semplicissima: quanti Cinquestelle ha visto lei, in giro in città fino ad oggi?

Beh, negli ultimi incontri, penso soprattutto a quello del 2014 al Politeama a cui ha partecipato anche Salvatore Borsellino, non erano esattamente quattro gatti…

Si, ma vede hanno preso il 5% e pur essendo un risultato importante, questa rappresentanza non è vissuta. Sono stati quattro anni in silenzio. Non voglio difendere il mio movimento anzi le dirò che io sono stato uno dei consiglieri che ha scelto di non ricandidarsi perchè ritengo che ci sia un tempo per ogni cosa. Io ho fatto cinque anni in cui ho contrastato Cammarata, per tentare di mandar via una persona che non ha governato la città per dieci anni. Abbiamo risanato il bilancio, scongiurando il dissesto finanziato che la Corte dei Conti aveva annunciato, rimesso in piedi le municipalizzate fallite che l’ex sindaco si era lasciato alle spalle e proposto nuovi progetti ma credo che la mia fase sia completa. È una mia scelta personale anche se il sindaco mi ha sconsigliato di farlo. Non dico ‘lascio spazio ai giovani’ perché ci sono giovani capaci e preparati e competenti e altri che non è detto che debbano per forza andare avanti solo per il fatto di essere giovani, è un ragionamento che non esiste. La politica locale non è un modo per trovare un posto di lavoro“.

Quindi lei è meritocratico, da questo punto di vista.

Per il bene della gente. Bisogna costruire una città che costituisca il bene di tutti, non per l’interesse di pochi. Oltre all’onestà ci vuole la competenza. I comuni vivono una dimensione di sofferenza causata dai tagli enormi operati dalla Regione Siciliana e dallo Stato, tagli che poi si trasformano in nuove tasse nei confronti dei cittadini“.

A proposito di Comuni in sofferenza, vengono in mente le considerazioni di alcuni “maligni” secondo cui il tram e le Ztl siano state messe dal sindaco unicamente per fare cassa…

Purtroppo anche questo è frutto di ignoranza. Lo dimostra il fatto che attualmente la Ztl non è stata messa e, nel bilancio consuntivo l’ammanco per l’anno scorso è di circa 4 milioni di euro, esattamente quanto la Regione Siciliana non ha trasferito per la mobilità. I numeri parlano da soli: questa è la dimostrazione di ciò che un po’ di stampa e un po’ di politica hanno utilizzato. Per che cosa, poi? Perchè la Ztl è la tutela della salute dei cittadini, in una città che vive una dimensione di inquinamento fortissima perché sono stati forniti dei dati impresisonanti e d’altro canto, così come dice la normativa, o mettevamo la Ztl o le targhe alterne. Ma la targhe alterne sono sbagliate perché se da un lato tutelano un parte di traffico, dall’altra parte è come se togliessero la proprietà dell’auto al cittadino. La Ztl invece cosa è? Consiste in una zona chiusa, delimitata al traffico, la zona più frequentata ovvero il centro. Tutta questa zona va particolarmente tutelata. E i costi previsti non erano quelli presi dalle altre città, dove ad esempio a Roma si parla anche di cifre sopra i duemila euro, con zone coperte di una grandezza pari a cinque volte quella scelta a Palermo. Nel capoluogo siciliano erano stati previsti vari tipi di pass, da quello giornaliero a quello mensile, in modo da permettere al cittadini di andare al centro in caso di necessità, pagando 25 centesimi al giorno. Dà fastidio invece che chi si è lamentato del costo delle Ztl sono i cosiddetti ‘ricchi’ perché non hanno rispetto della salute degli altri“.

Veramente io di recente ho censito le opinioni di diversi commercianti in corso Vittorio: 8 su 10 riguardo alla Ztl e ad una eventuale pedonalizzazione totale si sono detti preoccupati per il futuro dei loro esercizi commerciali.

Vede, quando è stata chiusa via Maqueda alla pedonalizzazione, il 100% dei negozianti diceva molto peggio. Ma oggi io personalmente ho ricevuto una petizione da parte di tutti i negozianti di quella strada, che chiedono la pedonalizzazione non solo per 10 ore ma per tutte le 24 ore e per tutta la settimana. Esattamente il contrario. Noi abbiamo paura dell’innovazione. Oggi via Maqueda è ricca perchè ci sono le pedonalizzazioni. I cambiamenti per migliorare la città, per far si che i giovani possano trovare lavoro, si scontrano sempre con quelli che io chiamo ‘i nemici da cuntintizza’ (nemici della contentezza, ndr) che vorrebbero posteggiare l’auto direttamente nel salotto di casa. Io, nella mia situazione di menomato (è costretto infatti ad usare le stampelle, ndr) capisco, come tutti i portatori di disabilità, questo concetto. Ma non possiamo lasciarci vincere dalla ‘lagnusia’ (pigrizia, ndr). La nostra è una storia di popolazione arabo – normanna. Ci manca solo la siesta messicana. Dobbiamo scuoterci e grazie al percorso Arabo – Normanno e alla città dei giovani ci stiamo riuscendo. Se a Palermo, un importante imprenditore, vuole acquistare Palazzo Butera per farne un museo più importante del Guggenheim, ci sarà un motivo. La domanda è: questo produrrà un riflesso economico? Per forza. L’altro dato è quello legato all’incremento del turismo, dato dalla tassa di soggiorno. Ci dispiace per i palermitani che non amano Palermo ma, chi la ama, sta lavorando per questo“.

In merito ai dati sull’inquinamento, il consigliere Filippo Occhipinti ha recentemente fatto notare che i dati Rap farebbero riferimento al 2012 e che le stesse centraline di rilevamento, a detta della stessa Rap, sarebbero collocate male. Non sarebbe quindi il caso, prima di pensare a nuovi sistemi di lotta all’inquinamento, di fare nuove rilevazioni in modo da avere dati più “freschi”?

Il consigliere Occhipinti non è stato informato bene: i nuovi dati che l’Arpa ha fornito, a livello regionale, hanno evidenziato che l’inquinamento rilevato è esattamente quello rilevato dalle centraline cosiddette dislocate male, dalle periferie alla città. L’inquinamento permane ed è forte, talmente tanto che oltre ai danni alla salute dei cittadini sono stati riscontrati danni anche ai nostri monumenti. Se tutto questo può dar fastidio a qualcuno che non è lungimirante è un suo problema. Il tram che è stato fatto in soli due anni, è un meraviglia. Noi stiamo semmai soffrendo per la situazione legata ai lavori per la realizzazione dell’anello ferroviario, con gli arresti che ci sono stati all’interno della Tecnis (l’azienda a cui è stato affidato l’appalto, ndr). Sappiamo che il risultato finale sarà positivo, ma se questa attesa deve durare una vita, neanche i nostri pronipoti lo vedranno mai. Il futuro si deve costruire, ma in tempi brevi e certi“.

Riallacciandoci al nome del vostro movimento, che prende le mosse dal numero degli articoli della nostra carta costituzionale, parliamo adesso del referendum costituzionale di ottobre. Come saprà ci sono state molte polemiche in merito al votare si o no. Voi come siete schierati?

Io parlo come semplice cittadino dal momento che il Mov139 non si è ancora espresso in merito. Io sono per il ‘So’ e per il ‘Ni, e spiego perché: ogni riforma, anche qui, ha il senso dell’innovazione. La riforma del Senato, vuole dare maggior valore a quella che finora veniva chiamata ‘conferenza Stato Regioni’. Si è costituito questo gruppo di persone in rappresentanza dei territori, credo siano 100 rappresentanti, che non vengono pagati quindi non prenderanno il vitalizio, come una conferenza di servizio. Inoltre avranno poche competenze ma che saranno importanti per far si che lo Stato sia più vicino alle regioni. Quindi io sono anche contento che si sia prevista l’abolizione del Cnel, una sorta di ‘comitato dei papaveri’, che un tempo aveva un significato quando serviva a costruire nuove idee in ambito lavorativo e soprattutto, quando era gestito da Giuseppe De Rita. Poi però ha perso i contenuti diventando un luogo di rappresentanza sindacale e legato a Confindustria. Se analizziamo la riforma al di là della porcata costituita dall’immunità parlamentare, vediamo che l’elemento negativo è legato alla legge elettorale. Il combinato disposto che lega insieme la riforma e la legge elettorale, crea uno stato fascista, monocratico, incontrollabile. Questo mi preoccupa molto. Senza contare il fatto che lo stesso premier ha fatto diventare il referendum ‘pro o contro Renzi’ stesso. Questa è stata una stupidaggine da bambini, come ha fatto Cameron con ‘Brexit’. L’inghilterra aveva solo vantaggi stando in Europa ma, a questo punto, meglio dare questi aiuti ai paesi del Terzo mondo“.

Lei ha detto che i membri del nuovo Senato avranno poche competenze: non è un rischio per la democrazia il fatto che essi verranno consultati solo su alcune cose? Inoltre c’è da considerare il fatto che, rispetto ad oggi, i semplici passaggi Camera-Senato, diventeranno ben 12, con buona pace della tanto annunciata “semplificazione”.

Purtroppo non è come dice lei. I rappresentanti avranno solo una funzione di delega, si tratta di una funzione legata alla rappresentanza dei territori, essendo già stati eletti nelle proprie realtà di comuni e regioni. Un’abolizione delle province, non programmata secondo le competenze e secondo gli aspetti economici diventa ‘pietas pietatis’ come dicevano i latini, ovvero se tu Stato vai a tagliare le province e non hai dato le competenze giuste per lo stanziamento dei fondi per permettere il rifacimento delle strade e il mantenimento dei territori, rischiamo in caso di dissesto idrogeologico di avere danni enormi, vedi Monte Pellegrino che sta crollando a pezzi, o le scuole che cadono a pezzi. Tornando alle polemiche sul referendum, sia il premier Renzi che il ministro Boschi hanno duramente attaccato insigni costituzionalisti come Rodotà, la Carlassare e Zagrebelsky, tacciandoli di essere dei ‘professoroni’ che, in quanto anziani, non avrebbero quasi diritto di parola, lasciando invece la parola alle nuove generazioni. Mi vengono in mente le sue parole di poco fa legate ai giovani… Vede da quale pulpito viene la predica? Queste sono polemiche di basso cabotaggio e certamente si fanno anche delle cose buone ma non si hanno le capacità per poterle rappresentare al meglio. Perchè veramente a questo punto non si capisce più qual è il fine di tutto questo. Perchè una buona riforma, in questo modo, rischia di venire trasformata in peggio da chi la propone, con l’inserimento dell’immunità parlamentare, le polemiche con i costituzionalisti e definendo uno strumento di consultazione popolare come il referendum come qualcosa di incentrato su una sola persona. Vede, c’è una differenza fondamentale tra la cultura e il culturismo: nella prima c’è l’anima, mentre nella seconda ci sono solo i muscoli. Io non sono d’accordo né con chi sostiene la riforma né con chi le è contro: perchè la riforma potrebbe essere un arricchimento, purchè faccia parte del sistema in cui noi viviamo. Ci sono state riforme molto utili come quella sul divorzio e l’aborto, tutto sta a farle con criterio. Io mi domando quando potranno i cittadini votare tramite un sistema che rappresenti le loro idee, senza vizi legati a premi di maggioranza“.

Teresa Fabiola Calabria

Redazione NewSicilia



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