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Palazzotto: “Castiglione si dimetta”. Lupi e Schifani: “Alzato inutile polverone politico sul sottosegretario”

Cara di Mineo
5 giu 2015 - 19:47

CATANIA – Il suo nome è lì, nero su bianco nel registro degli indagati. Appresa la notizia che il sottosegretario Giuseppe Castiglione è indagato non si fanno attendere le repliche.

Le responsabilità politiche ed istituzionali prima ancora che penali sono di una tale gravità che Castiglione avrebbe già dovuto sentire l’esigenza di rassegnare le proprie dimissioni – tuona il deputato siciliano di SEL Erasmo Palazzotto - in questa vicenda ci sono state troppe opacità che avvolgono anche il ruolo dello stesso Ministro Alfano ed esponenti di spicco dell’NCD, per questo Sinistra Ecologia e Libertà ha presentato oggi una mozione di sfiducia nei confronti del Sottosegretario Castiglione, convinti che occorra urgentemente dare un segnale forte ai cittadini di trasparenza e legalità”. 

Palazzotto già dal 2013 aveva in numerosi atti parlamentari posto all’attenzione dell’esecutivo la situazione nel centro per richiedenti asilo di Mineo e così ha commentato l’indagine che vede coinvolto il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione relativamente alle gare d’appalto per la gestione della struttura d’accoglienza in provincia di Catania.

A prendere le difese del sottosegretario indagato è, invece, il presidente dei senatori di Area popolare Ncd-Udc Renato Schifani: Nei confronti di Castiglione si sta alzando un inutile quanto strumentale polverone politico, riguardo una vicenda sulla quale ha già fornito pubblicamente gli opportuni chiarimenti dando la sua convincente versione dei fatti, che confermerà puntualmente ai magistrati. Un’indagine, è bene ribadirlo, non è una condanna ma offrirà al sottosegretario l’occasione per fare definitivamente chiarezza ed azzerare questi sospetti che si riveleranno sicuramente infondati”.

Non diversa l’opinione del capogruppo di Area Popolare alla Camera Maurizio Lupi: “Non vedo perché il sottosegretario Castiglione dovrebbe dimettersi. Un’indagine non è una sentenza di condanna, né un rinvio a giudizio. A chi ne chiede l’uscita dal governo in attesa di dimostrare la sua piena innocenza ricordo che in un Paese di diritto sono le accuse che vanno provate e non viceversa”. Lupi ha poi aggiunto “A meno che si voglia strumentalizzare ogni doveroso atto degli inquirenti per fini politici. Ma allora non si parli di prestigio e dignità delle istituzioni, di garantismo, di opportunità, di precauzione. Basta ipocrisie: l’uso politico della giustizia in Italia ha già fatto troppe vittime innocenti.

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Redazione NewSicilia



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