Sanità

Ospedale Piemonte: bufera sul sindaco Accorinti

Ospedale Piemonte
1 ott 2014 - 18:04

MESSINA - Il più recente capitolo della “questione ospedale Piemonte” si apre con il sit-in dello scorso 29 settembre, in occasione del quale centinaia di persone tra personale sanitario e utenza ospedaliera, aveva affollato la piazzetta antistante l’ospedale messinese.

Non un giorno felice per il sindaco Renato Accorinti, intervenuto sulla questione tra i fischi e le proteste dei manifestanti accorsi per l’occasione.

La risposta da parte del primo cittadino è arrivata nel corso della conferenza stampa che si è tenuta stamattina a Palazzo Zanca: “Nonostante le gratuite aggressioni nei miei confronti, ribadisco la mia assoluta serenità e disponibilità al confronto. Il mio intento e quello dell’Amministrazione che rappresento, è difendere l’ospedale Piemonte da qualsiasi ipotesi di chiusura” precisa Accorinti.

Dello stesso parere non è il dott. Silvano Arbuse, sindacalista di FIALS (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità Messina), il quale, ci spiega che “l’accanimento nei confronti di Accorinti è certamente dovuto alla famosa lettera che lo stesso ha inviato il 7 agosto all’assessore alla Salute, Lucia Borsellino. L’intenzione di accorpare il centralissimo ospedale Piemonte al più decentrato Papardo non è apparsa, da subito, una scelta condivisibile. Ciò, infatti, alla lunga, comporterebbe la morte di un ospedale storico come il Piemonte che, anche in termini di utenza, ha molto più da offrire rispetto al Papardo. Per essere più chiari, stiamo parlando di una struttura ospedaliera da oltre 30.000 accessi in pronto soccorso, 5.000 accessi pediatrici ed un punto nascita di tutto rispetto con 1.000 parti l’anno rispetto ai 400 del Papardo“.

Dott. Silvano Arbuse, sindacalista FIALS

Dott. Silvano Arbuse, sindacalista FIALS

Secondo lo stesso Arbuse: “Il governo regionale, ha trovato nell’operato del sindaco Accorinti e del direttore generale Michele Vullo, che ne ha firmato le delibere, l’alibi per mettere in atto la chiusura dell’ospedale, già probabilmente pianificata ma mai palesemente annunciata“.

La questione, dunque, resta ancora aperta ed in continua evoluzione. Chiaramente servono certezze, specie su un tema in cui gli interessi in gioco sono diversi e delicati.

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Marco Bua



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