Mozione

Onorevoli “wanted”: per un pugno di deputati Crocetta può cadere

Wanted
23 ott 2014 - 06:01

PALERMO - L’Ars come uno spaghetti western di Sergio Leone. Per un pugno di deputati la mossa inaspettata e disperata del presidente Crocetta, messo alle corde del Pd, di cedere al rimpasto potrebbe essere vana. I numeri, però, stanno dalla parte del governatore isolano e l’ipotesi che passi in aula la sfiducia nei suoi confronti è molto remota.

Gli esponenti del centrodestra hanno raggiunto la concordia nel presentare una mozione di sfiducia e i grillini, che la prossima domenica scenderanno in piazza forti del sostegno del leader Beppe Grillo, raccoglieranno le firme a corredo dell’atto.

In totale l’opposizione partirebbe da 40 voti. Ne servirebbero “soltanto” sei per far passare la mozione. E quindi la palla passerebbe nel campo dei democratici. Dopo settimane di tiro al bersaglio su Crocetta e di veti sull’operato dei suoi assessori quanti avranno il coraggio di votare la sfiducia?

Qualche muso lungo c’è ed è innegabile nasconderlo. Ma da qui a voler staccare la spina al governo regionale ce ne corre, anche perché in molti rischierebbero il posto. Di sicuro i neo eletti siracusani non vogliono andare nuovamente al voto.

E quindi si apre la caccia al voto del deputato cuperliano scontento. Come dei bounty killer i deputati d’opposizione cercheranno di stanare gli onorevoli della maggioranza attraverso una mozione.

L’Udc, attraverso Gianpiero D’Alia. ha auspicato che le mosse crocettiane non si traducano in “un risiko degli assessori” altrimenti ha paventano “la fine di questa esperienza politica”. Eppure la direzione sembra proprio questa: “accontentare” il Pd e tirare avanti salvaguardando i propri “protetti”, come Nelli Scilabra.

Non è un caso che proprio ieri siano stati reperiti i 10 milioni di euro per l’avvio dell’annualità della formazione e che sia stato approvato – finalmente – il piano di conversione della rete ospedaliera.

Dopo questi ultimi atti il governatore ha azzerato la giunta regionale.
“Ho ringraziato gli assessori e firmato le revoche delle deleghe - ha dichiarato Crocetta - ma ora dobbiamo fare in fretta. L’obiettivo è chiudere presto questa crisi per ripartire con i provvedimenti importanti e le riforme. Non c’è spazio per ulteriori polemiche”.

Toto Cordaro è andato all’attacco solleticando democratici e scudocrociati: “Questa è la seconda mozione di sfiducia in un anno. Un anno fa il Pd l’ha respinta, tenendo Crocetta al suo posto. La nostra è anche una sfida: il Pd vuole diventare socio del fallimento di Crocetta? La mozione parte da 40 voti: quelli del centrodestra e quelli del Movimento cinque stelle. Ne servono solo sei. E mi rivolgo in questo caso sia al Pd che ha a lungo attaccato Crocetta e l’Udc che a Roma discute a lungo col centrodestra”.

Nello Musumeci sulla sfiducia attende al varco la votazione: “Ora vedremo, fra i deputati ipercritici del centrosinistra, chi ha bluffato in questa estenuante partita a poker e chi invece condivide con coraggio la nostra scelta, votando la mozione”.

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Andrea Sessa



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