Editoria

Notarbartolo (Pd) contro CataniaComunica: “Non informazione ma propaganda”

catania comunica
28 nov 2015 - 08:16

CATANIA - Già nell’intervista rilasciata al nostro giornale il consigliere comunale dei Democratici Niccolò Notarbartolo era stato molto critico nei confronti del numero zero della rivista edita dal Comune “Catania Comunica” e ieri ha presentato un’interpellanza chiedendo, tra le altre cose, di “revocare il bando per la realizzazione dell’house organ e ridefinirlo secondo procedure meno dannose per l’editoria locale e più trasparenti in merito alla conduzione del giornale”.

Secondo Notarbartolo si tratta di propaganda e non di informazione: “Un giornale che contiene 46 foto del primo cittadino su 32 pagine non può far altro che tradire la funzione della comunicazione istituzionale, che dovrebbe rivolgersi a tutti i cittadini con lo scopo di informarli. Catania Comunica invece si presenta come l’ennesimo tentativo di strumentalizzazione della cosa pubblica a fini privati ed egoistici, rivolgendosi inevitabilmente solo a una parte della città, in spregio all’idea virtuosa di un rapporto pubblica amministrazione-cittadino imperniato sul diritto all’informazione e alla fiducia”.

La domanda di fondo rivolta da Notarbartolo è una: “L’amministrazione comunale ritiene che quella contenuta nel bollettino ‘Catania Comunica – le 326 cose fatte da Bianco in 2 anni’ sia l’informazione istituzionale che il Comune intende promuovere?”.

Nella sua interpellanza Notarbartolo cita il famoso sketch di “Berlusconi Transformer” dell’Ottavo Nano e lo mette a paragone con quanto accaduto con il sindaco Bianco, immortalato nelle pose più svariate.

Il consigliere dei Democratici contesta anche le modalità di affidamento del bollettino comunale alla società Lime Edizioni srl di Milano e di scelta del Direttore responsabile: “Appare paradossale aver deciso, o aver indirettamente consentito che ciò accadesse, di affidare il ruolo di Direttore del periodico a un professionista definito in più occasioni e anche dall’assessore comunale Saro D’Agata portavoce personale del primo cittadino, anziché attingere alle risorse umane comunali” contesta Notarbartolo, ricordando che “esiste nella dotazione organica del Comune personale iscritto all’albo dei giornalisti in grado di adempiere ai compiti, come peraltro affermato dalla Corte dei Conti che in passato per fattispecie analoghe ha condannato ben 17 amministratori comunali”.

Notarbartolo chiede inoltre all’amministrazione di “revocare immediatamente il bando di sponsorizzazione per la realizzazione dell’ house organ, per ridefinirlo secondo procedure meno dannose per l’editoria locale e più trasparenti in merito alla conduzione del giornale”.

“Credo infine che sia opportuno – conclude – chiarire anche la più volte reclamata linearità su ruoli e responsabilità dell’Ufficio stampa comunale a cui per legge è affidato il delicato compito della comunicazione istituzionale, secondo criteri di trasparenza e imparzialità”.

Andrea Sessa



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