Mafia

Musumeci: “Voto di scambio a Catania” e la Sudano attacca: “Assessori non si confrontano”

musumeci
1 feb 2015 - 11:15

CATANIA - Opposizione e maggioranza. Le critiche piovute su Bianco e la sua giunta sono bipartisan. In due distinte interviste su La Sicilia Nello Musumeci e Valeria Sudano (Articolo 4) parlano di Catania e della sua situazione politica.

Il primo – con toni più decisi – ha sottolineato la condizione di una città senza un progetto e con un sindaco “ingessato e ostaggio” e con una maggioranza che proviene dal centrodestra “non quello migliore” che è capace di rendere soccombente la giunta.

La Sudano – che conta un gruppo consiliare numericamente consistente – con toni più soft e tra le righe chiederebbe un rimpasto e non ha escluso un ingresso all’interno nel Pd.

Il quadro tratteggiato da Musumeci – presidente della commissione antimafia All’Antimafia – è a tinte fosche e le sue parole sono come macigni sulla situazione politica etnea condizionata anche dal voto di scambio.

“Abbiamo ricevuto tre, quattro segnalazioni - spiega Musumeci - su consiglieri comunali di Catania che in campagna elettorale, da candidati, avrebbero ottenuto il sostegno di determinati ambienti malavitosi e alcuni addirittura parenti e familiari di pregiudicati condannati per reati associativi”.

“Non posso dire altro - aggiunge il presidente della commissione antimafia - dico questo, senza configurare questa fattispecie in nessuna area politica, per dire che in questa città il voto non è sempre frutto di serena meditazione e riflessione, ma anche di piccoli interessi. E che questo voto di scambio sia presente nei quartieri periferici è risaputo, ma che possa e debba trovare nella nuova classe dirigente accoliti e propugnatori mi preoccupa tantissimo. Credevo che il ricambio generazionale potesse spazzare via metodi che vanno condannati senza se e senza ma. E quando parlo di voto di scambio non faccio sconti a nessuno”.

Musumeci si chiede “come può essere che in questa città alcuni uomini politici riescano a spostare su uno o più candidati fino a cinquemila voti”. La risposta ipotizzata è che a Catania “gli apparati, i ricatti, le minacce, il voto di ritorno sono ancora pratiche vive e molto ben oleate”.

Alcuni passaggi Musumeci li ha dedicati alla maggioranza comunale. Per il deputato regionale Bianco ha i nemici principali al suo interno mentre il centrodestra, all’opposizione, è “una sparuta pattuglia”.

Critiche sono state riservate ad alcune decisioni “da pivellini” dell’amministrazione: dal Tondo Gioeni a via D’Annunzio, dal mancato risanamento di Corso dei Martiri a un prg cittadino bloccato in attesa di quello metropolitano.

Per Valeria Sudano di Articolo 4 occorre pensare ad alcuni progetti come la ridefinizione dell’oasi del Simeto e procedere alla valorizzazione del patrimonio comunale e – come Musumeci – spinge per il piano regolatore.

Qualche rimostranza sulla giunta: “Credo che una valutazione sullo stato dei fatti prima o poi il sindaco la dovrà fare se intende sanare questa spaccatura. Forse alcuni assessori non avendo esperienza si confrontano poco con il consiglio”.

E il malumore di Articolo 4 è emerso con lo “strappo” sulla delibera del Pua votata con il centrodestra.

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Andrea Sessa



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