Intervista

Musumeci: “Crocetta tiri fuori i nomi dei mafiosi”

musumeci
2 nov 2014 - 06:01

PALERMO – Ogni volta che Rosario Crocetta parla di mafia – cosa che avviene molto frequentemente – infuriano le polemiche. Stavolta il presidente ha sparato nel mucchio, colpendo l’Ars ma senza fare riferimenti precisi. “Anche nel parlamento regionale - ha dichiarato Crocetta - vi sono eletti dalle cosche e non c’è consiglio comunale in Sicilia che non abbia un eletto dalla mafia. Dobbiamo avere la coscienza che il mondo politico non ha rotto con la mafia”.

Quindi secondo il governatore vi sarebbero degli “eletti delle cosche” anche all’interno dell’Ars e dei consigli comunali isolani. Buttare la palla nel campo dell’antimafia è il divertissement preferito da Crocetta. Lo ha fatto in aula prendendo di mira i pentastellati per le frasi di Beppe Grillo, definendoli filo mafiosi e lo ha ripetuto come un mantra in ogni competizione elettorale.

L’escamotage mafia funziona sempre. Sia per distogliere l’attenzione sia per autolegittimarsi. Nonostante una politica spesso parolaia alle dichiarazioni di Crocetta non sono seguite repliche di un certo peso specifico. Ammutolito il Pd così come gli altri alleati di governo. L’unica voce che si è levata è quella di Nello Musumeci, presidente della commissione regionale antimafia, che NewSicilia.it ha intervistato.

“Non mi chieda di parlare delle ultime dichiarazioni di Crocetta sulla mafia - spiega Musumeci - perché a breve sto inoltrando un comunicato”.

La nota che inoltra il leader del centrodestra è chiarissima: “Le affermazioni fatte dal presidente Crocetta ieri a Castelvetrano sono di una gravità inaudita. Dire che all’Ars sono presenti deputati eletti dalle cosche e che in tutti i Consigli comunali dell’isola c’è almeno un consigliere sostenuto dalla mafia non può essere stata una battuta”.

“Ecco perché, anche per il ruolo che occupo - prosegue Musumeci - ho il dovere di chiedere al governatore di riferire, entro pochissimi giorni, nomi e cognomi dei deputati beneficiati da Cosa nostra alla commissione antimafia o, se preferisce, a qualsiasi Procura della Repubblica. Al tempo stesso, inviterò in audizione il presidente dell’Anci Sicilia Leoluca Orlando per concordare, anche d’intesa con le nove prefetture, ogni iniziativa che aiuti a portare alla identificazione dei consiglieri comunali filomafiosi. Ogni altra iniziativa sarà concordata in Commissione nella seduta di mercoledi prossimo”.

- Onorevole Musumeci al di là delle parole di Crocetta abbiamo visto in aula molti deputati regionali che si sono iscritti a quello che lei ha definito “il partito di Nicodemo”. Ai nostri microfoni, però, Pippo Digiacomo ha parlato di un confronto interno al Pd per il bene della Sicilia. Cosa ne pensa?

“Non intervengo sulle dichiarazioni dei singoli deputati. Sono questioni che attengono alla sfera di un partito. In aula è mancata la libertà e l’indipendenza, specie da parte di quei deputati dell’opposizione che in questi mesi hanno messo a ferro e fuoco il governo regionale scagliandosi contro Crocetta”.

- Crede che la nuova squadra di assessori possa invertire la tendenza e far ripartire la Sicilia?

“Mi esprimerò solo dopo che saranno stati messi alla prova. Anche un bracciante agricolo può essere un buon assessore se svolge il suo compito con impegno e dedizione. Occorre, tra l’altro, ancora conoscere e capire chi saranno i nuovi assessori. Ad oggi non vi è una formazione definitiva. Solo tra qualche mese si potranno esprimere dei giudizi ma i nomi che circolano non mi entusiasmano”.

- La mozione di sfiducia non è passata. Cracolici ha dichiarato che si trattava di una mozione già in partenza “sfiduciata” alla luce dell’azzeramento della giunta. Se potesse tornare indietro la presenterebbe lo stesso?

“La mozione di sfiducia è stata presentata nei confronti del governatore e non del governo. Questo è molto semplice da capire ed è una realtà evidente: parlare d’altro mi fa sorridere. Migliaia di siciliani hanno sperato nella sfiducia e solo una mancanza di indipendenza non ha permesso che venisse votata”.

- Come proseguirà il cammino dell’opposizione?

“Proseguiremo con la stessa fermezza. Continueremo ad essere al tempo stesso propositivi e implacabili qualora questo governo non dia risposte convincente. Sul futuro del governo non mi faccio illusioni: la bocciatura della mozione è stato soltanto un espediente per prendere tempo”.

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Andrea Sessa



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