Convegno

“MUOVITITALIA 2015″: domani Silvio Berlusconi

POGLIESE E GRUPPO GIOVANI
17 ott 2015 - 20:17

CATANIA – “MUOVITITALIA 2015″, la kermesse che ha visto ieri e oggi momenti di confronto e dibattito tra i giovani e la politica, si chiuderà domani con l’intervento in diretta telefonica di Silvio Berlusconi previsto per le 11,45.

Sempre al “Romano Palace” della Plaja di Catania, domani il programma prevede l’assise finale che verterà intorno al tema: “Il peggior Governo della Storia: Prontuario per uscire dall’incubo Crocetta” che vedrà protagonisti Angelo Attaguile, Lega-Noi con Salvini, Toto Cordaro, capogruppo Cantiere Popolare Ars, Giovanni Di Mauro, capogruppo GAL-M.P.A. Ars, Marco Falcone, capogruppo F. I. Ars, Gino Ioppolo, Lista Musumeci Ars, Sandro Pappalardo, Fratelli d’Italia, tutti coordinati da Fernando Adonia e Massimiliano Giammusso.

Intanto, oggi pomeriggio, nella sala auditorium, ampio spazio è stato dedicato al dibattito “Dall’Italia all’Europa, sfida al futuro” con la partecipazione della delegazione di Fi al Ppe: da Lara ComiElisabetta Gardini, da Stefano Maullu, ad Alessandra Mussolini e Massimiliano Salini a Salvo Pogliese.

on.Pogliese

È stato proprio quest’ultimo ad aprire il dialogo con i giovani ribadendo con vigore che “Forza Italia sta caratterizzando la linea del Ppe, a partire dalla immigrazione, e lo dico da Siciliano. Dopo aver assistito ad anni di silenzio assordante, finalmente pare che l’ UE abbia invertito la rotta. E Forza Italia ha chiesto la linea di demarcazione netta tra i profughi, da accogliere, e i migranti economici, la stragrande maggioranza degli immigrati. Ma ha anche chiesto un piano di ripartizione concreto dei profughi oltre che, nella sostanza, la modifica del trattato Dublino3, una nostra rivendicazione”

Ma nell’intervento di Pogliese, non privo di qualche accenno polemico nei confronti di esponenti del governo Renzi, non si è parlato solo di immigrazione, ma anche di importanti interventi in favore del made in Italy:Abbiamo intrapreso battaglie importanti e significative per la protezione e promozione del Made in Italy, come ad esempio la tutela qualitativa dell’olio di oliva italiano, anche contro le quote aggiuntive a favore di Tunisi, a differenza di quel che ha fatto il rappresentante italiano in Commissione, Mogherini”.

Qualche cenno è stato fatto anche  ai Fondi strutturali, senza nascondere una certa preoccupazione per il Sud: “Rischiamo di perdere oltre 500 milioni di euro, oltre a quanto fatto dal governo Renzi che, con i Pac, ha penalizzato il Sud per finanziare una azione nobile, la detassazione giovanile, che di fatto ha favorito un percorso soprattutto a favore del Nord Italia”.

pubblico

Numerosi gli interventi degli altri esponenti politici che hanno trattato argomenti tra i più disparati:

Lara Comi si è soffermata sull’influenza delle leggi europee nella vita di tutti i giorni di ogni italiano: “L’80 per cento delle leggi italiane derivano dalle leggi europee. Spiace pensare che la Sicilia che riceve fondi maggiori rispetto ad altre regioni non sappia spenderli. I giovani devono capire che la politica non è un lavoro, è un servizio che ha un inizio e una fine, la vita è altro: è un lavoro e tante altre esperienze”.

Elisabetta Gardini: “Forza Italia ha lo spirito di chi si è prestato alla politica e da Fi forse se ne sono andati i mestieranti della politica che avevano visto questo movimento come un taxi. Noi vogliamo essere invece forza propulsiva della società e dei giovani talenti. Stiamo vivendo in Europa un periodo di cambiamento complesso e Fi ha dimostrato nel tempo di tenere la barra dritta, recuperando anche forse un po’ di orgoglio. Noi con un leader come Berlusconi non solo possiamo ritrovare una nuova identità per il Paese ma anche per l’Europa”.

Stefano Maullu:Chi sta qui, assieme a Salvo, Basilio, Altero, sta qui perché ha fatto un percorso di coerenza; chi lascia un partito non ha percorsi di coerenza alle spalle: miracolati della politica. L’Europa ha bisogno di raccordi maggiori con in territori, con le regioni ma con una sintesi vera, cioè fare reti territoriali e nazionali per dei cambiamenti in Europa che siano concreti e non astratti”.

Alessandra Mussolini:Su Fini? Potrei parlare per giorni, altro che tweet. Immigrazione? Non accettiamo la abolizione dei visti, perché questo porterà a nuove ondate di immigrazione, dove all’interno, e va detto, ci sono anche infiltrati, terroristi. Invece in Italia, piuttosto che di parlare di famiglie, di lavoro, di economia, ci dilettiamo a parlare di Lgbt. Mah. In Europa si parla di cose 10 anni avanti. In verità abbiamo un grande partito, una grande classe dirigente. Bisogna essere leali: io non nasco in Forza Italia, ma sono adesso più di Forza Italia di alcuni nati nel ‘94”.

Massimiliano Salini:Il punto da cui fare ripartire l’Europa è il rilancio del baricentro mediterraneo, quindi dall’Italia, ripartendo, ad esempio dai trasporti e dalle infrastrutture, ma non come sistema sociale o della depressione ma come volano di modernità e di sviluppo. Voglio che l’Italia in Europa sia proposta e non inseguitore”.

Prima della chiusura di Tajani è intervenuto l’avvocato e docente Enzo Vitale: “L’Europa c’è come apparato burocratico ma è un’Europa che appare senz’anima, perché ha dimenticato tre città: Atene (la capacità dello spirito critico e della filosofia). Poi è stata dimenticata Roma (il diritto, la storia del diritto). Quindi Gerusalemme (il cristianesimo) lo dico in senso aconfessionale. Poi non c’è la separazione dei poteri”.

In conclusione del pomeriggio, Antonio Tajani ha affermato: “L’Europa fa parte del nostro Dna politico in quanto tale, è la nostra identità, il minimo comune denominatore che unisce più di mezzo miliardo di persone anche al di fuori dell’UE. Fa parte del nostro pensiero politico, del centro destra italiano, una Europa che stava insieme tutta contro le invasioni russe in Ungheria, fatta eccezione per i comunisti. Il diritto romano è la nostra civiltà giuridica, il cristianesimo è ancora oggi il nostro modo di difendere i diritti umani, anche con le competenze dello Stato. Vogliamo realizzare un modello di società che non è l’Euro, che non è la Bce, Hollande o la Merkel, è qualcosa di più importante: è la nostra civiltà. Ma la nostra identità europea oggi è debole. La nostra battaglia è dare un’identità all’Europa, anche per evitare che chi viene da fuori ci veda deboli. Il Califfato attacca perché ci vede deboli, perché la società occidentale appare debole”.

E ha aggiunto: “Ho seguito Berlusconi perché era il migliore portabandiera contro l’allegra macchina da guerra di Occhetto. E sono anche distante dal progetto di Renzi, anche se non ho capito quale sia. Oggi rischiamo l’invasione di milioni di migranti economici e se non riusciremo ad esprimere una politica forte, figlia di quella identità, non solo rischiamo di mandare in frantumi l’Europa, ma soprattutto l’identità europea. Su questa vicenda si gioca la storia. La difesa delle frontiere, una strategia per la Siria, per la Nigeria, per il Corno d’Africa: non possiamo sempre chiedere agli americani di farlo. Tutte le iniziative che Fi sta facendo sono figlie di questo percorso. Perché il percorso dell’Italia che produce, dei piccoli e medi imprenditori gli unici che possono creare posti di lavoro, non la pubblica amministrazione. La grande battaglia contro la malavita è quello di restituire dignità ai lavoratori, quindi una forza politica deve lavorare per costruire lavoro

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Daniela Torrisi



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