Emergenza rifiuti

Misterbianco, caso discarica. Il comitato: “Crocetta toccata e fuga. Ecco la situazione”

Discarica Misterbianco
27 feb 2017 - 06:20

MISTERBIANCO - 2 dicembre 2016: Rosario Crocetta, presidente della Regione Sicilia, approda in territorio misterbianchese e in quello di Motta Sant’Anastasia. “Cosa faremo? Una nuova ordinanza che metta in sicurezza la discarica di Tiritì, altrimenti agiremo in ‘danno’ “.

Crocetta si era pronunciato così sul tema “Discarica“, sempre attuale a Misterbianco e Motta, dove le promesse non sono state mantenute, stando a quello che ha dichiarato il comitato “No Discarica”.

“Nel corso della sua visita a Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, lo scorso 2 dicembre, il presidente Crocetta promise pubblicamente che avrebbe emanato entro Natale una nuova ordinanza per obbligare la Oikos ad avviare la bonifica e la messa in sicurezza della vecchia discarica di Tiritì. In alternativa, affermò in quell’occasione, la Regione avrebbe provveduto direttamente agendo in ‘danno’, rivalendosi cioè in seguito sui proprietari della discarica per i costi di intervento sostenuti. Promise anche che sarebbe tornato a Misterbianco il 15 gennaio per dare conto ai cittadini delle promesse fatte. Nessuno l’ha più visto! Non risultano inoltre ordinanze riguardanti la bonifica e la messa in sicurezza di Tiritì né di interventi sostitutivi messi in atto dalla Regione”.

Dunque, non c’è stata questa bonifica e la discarica di Tiritì, che produce biogas rivendibile, resta così nelle mani di nessuno. Così come Valanghe d’Inverno, che inizialmente si credeva che potesse essere chiusa, mentre invece…: “La discarica di Tiritì non è mai stata bonificata nonostante la messa in sicurezza sia prevista da un obbligo di legge. Anzi, come affermato pubblicamente anche dall’ex prefetto di Catania, quell’impianto continua a produrre biogas che viene rivenduto, con considerevoli guadagni per l’azienda che vanno ad aggiungersi agli utili milionari di questi anni”.

“Sembra inoltre allontanarsi ulteriormente l’ipotesi di chiusura dell’attigua discarica di Valanghe d’Inverno – hanno proseguito gli esponenti del comitato – visto che la manifestazione di interesse per l’invio all’estero della frazione secca, pubblicata dalla Regione lo scorso dicembre, è andata quasi deserta. A dichiararsi disponibili solo tre piccoli intermediari, per quantità minime rispetto al fabbisogno reale della Sicilia, ad un costo doppio rispetto a quello del conferimento in discarica”.

Una recente ordinanza presidenziale però c’è stata, con il conferimento di rifiuti solamente secchi nella discarica Valanghe d’Inverno, ma questa non sembra essere stata fin qui una soluzione adeguata al problema: “Non essendoci alcun obbligo di commessa da parte della Regione, a queste condizioni, senza una precisa volontà da parte del governo regionale, la strada dell’invio all’estero dei rifiuti secchi verrà abbandonata e la discarica di Valanghe d’Inverno continuerà chissà per quanto a ricevere tonnellate di rifiuti! Né sembra rappresentare una garanzia sufficiente per i cittadini, la soluzione adottata con l’ultima ordinanza presidenziale di conferirvi solo la frazione secca, visto che proprio in questi giorni a Motta, in più occasioni la puzza è tornata a farsi sentire con insistenza”.

Poi, si affronta il tema della raccolta differenziata, che certamente è strettamente collegato a questo problema: “In Sicilia, la raccolta differenziata è ferma al palo! Nonostante le mirabolanti dichiarazioni del presidente Crocetta sugli incrementi degli ultimi mesi, dopo quattro anni del suo governo la nostra regione chiuderà probabilmente il 2016 con una percentuale di raccolta prossima al 15%, quello che era l’obiettivo di legge del 1999, 18 anni fa! Una produzione di rifiuti differenziati che è metà di quella della Calabria, un terzo della Puglia, una quarto della Campania, un quinto della Sardegna, per tacere ovviamente delle regioni del nord!”

Si grida al fallimento e si pretende, ormai, un cambio di rotta chiaro e preciso: “La discarica di Valanghe d’Inverno deve essere chiusa subito, ma tutti i passi compiuti dal governo negli ultimi mesi vanno nella direzione opposta! La discarica di Tiritì deve essere bonificata e messa in sicurezza una volta per tutte. Bisogna che cittadini, istituzioni, organi di informazione pretendano dal Presidente della Regione il mantenimento degli impegni che assume pubblicamente! Attendiamo atti concreti che tardano ad arrivare, non sterili chiacchiere da mestieranti della politica”.

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Gabriele Paratore



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