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Due milioni per sette dirigenti. L’ennesimo scandalo della Formazione Siciliana

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12 nov 2015 - 13:39

PALERMOLe accuse rivolte alla dirigente regionale Anna Rosa Corsello sono pesanti e gravissime, non solo per il fatto in sé, ma anche per il modo in cui le richieste d’assunzione furono fatte. Si tratta di istigazione alla corruzione.

La denuncia è partita da un funzionario dell’Assessorato alla Formazione: Domenico Giubilaro. Nei primi mesi del 2015 aveva raccontato ai Finanzieri del Gruppo tutela spesa pubblica che “la Corsello chiese subito alla dirigente del Formez Anna Gamaldi di contrattualizzare sette dirigenti esterni della Regione, le consegnò un foglio con i nominativi dei dirigenti…sostenendo che l’input su tutti e sette proveniva anche dal presidente Crocetta e dalla dottoressa Monterosso, soggetti che la Corsello citò espressamente sottolineandone la volontà specifica“.

Accuse confermate dalla dirigente della Formez: “La Corsello, senza mezzi termini, tirò fuori un biglietto manoscritto e me lo consegnò. Aggiunse di tenere molto alla contrattualizzazione di queste persone e , se ben ricordo, caldeggiò la cosa alludendo al volere del presidente Crocetta“. “Rimasi sorpresa e piuttosto sdegnata della richiesta – racconta Anna Gammaldinon solo nel merito ma anche nel metodo: i termini bruschi, la perentorietà del tono ed il fatto che mi abbia consegnato un foglietto mi sono apparsi aspetti offensivi del ruolo istituzionale che entrambe ricoprivamo”.

Ma chi sono questi sette dirigenti? Al momento sono noti sei dei sette nomi: Gianliborio Marrone, Corrado Castello, Alessandro Ravivà, Calogero Boccadutri, Eva Faraci, Settimo Cantone.

Perchè la Corsello si sarebbe esposta così tanto? Quali benefici ne avrebbe tratto? Alcuni erano consulenti esterni messi sotto contratto dalla Programmazione per effettuare i controlli sull’investimento dei fondi europei, come Gianliborio Marone, la cui selezione per titoli e colloquio fu affidata a una società esterna, proprio il Formez. Una consulenza remunerata a 300 euro al giorno.

L’indagine che coinvolge Annarosa Corsello, sottende responsabilità politiche che sarebbe opportuno venissero alla luce. Se quanto contestato alla dirigente generale dell’assessorato al lavoro fosse confermato è chiaro che si tratterebbe di un’operazione con dei ‘mandanti’ di cui occorre conoscere nomi e volti”. Lo dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Michele Pagliaro che rileva anche “il silenzio che c’è attorno alla vicenda”.

Si tratta è pur vero di nessun’indagine- prosegue il sindacalista - che lascia tuttavia a bocca aperta visto che si adombra un reato di corruzione, a quanto pare non per interessi strettamente personali. Ci piacerebbe sapere – aggiunge il segretario della Cgil- cosa pensa il presidente della Regione, oltre all’annunciata querela di questa vicenda , visto che ha fatto della legalità la sua bandiera”.

Maurizio Galici, coordinatore Cobas scuola aggiunge: “Aspettiamo di capire meglio gli esiti dell’indagine, perché ancora si parla solo di questo.  Le responsabilità personali saranno giudicate dalla magistratura. Restano però le responsabilità politiche della vicenda: perché che avrebbe dovuto controllare non ha svolto il suo lavoro? Perché non si attua un piano di controllo sulle assunzioni, sugli investimenti? Perché non si applicano criteri oggettivi sulle assunzioni dei consulenti? Ecco perché l’intera vicenda non ci stranizza più di tanto. Ciò che dovrebbe scandalizzare è la totale indifferenza di Crocetta che, da un lato minaccia querele tramite i social, dall’altro non ha farro nulla per impedire che questo malcostume di assunzioni come “favori personali” o peggio dietro chiara corruzione non si fermassero”. “Un governo, quello Crocetta, che aveva fatto della lotta alla corruzione e all’illegalità il vessillo elettorale ma che di fatto in questi anni di governo non ha fatto che confermare la cattiva prassi comune alle altre precedenti amministrazioni”.

Viviana Mannoia



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