Vestiario

Messina, il sindaco Accorinti contro giacca e cravatta resta fuori da Ars e Senato

accorinti
Il sindaco di Messina Renato Accorinti - Foto Flickr Pierantoni cc license
11 lug 2015 - 14:14

MESSINA – Come diceva Nino D’Angelo il sindaco Accorinti predilige “nu jeans e na maglietta” alle rigorose giacche e cravatte istituzionali. La sua crociata contro i rigidi protocolli dell’Ars e del Senato va ormai avanti da tempo.

Già lo scorso marzo il sindaco è stato “respinto” dall’Assemblea Regionale perché senza giacca e cravatta. La felpa di Accorinti non era in linea con il dress code istituzionale e quindi non ha partecipato alla riunione della commissione Trasporti convocata proprio sulle problematiche peloritane.

Il primo cittadino si è sfogato con i cronisti accorsi all’Ars parlando di atteggiamenti “razzisti”: “E’ assurdo giudicare una persona per come si veste, perché ha un tatuaggio, un orecchino o perché ha una determinata fede o tendenza sessuale. È veramente incredibile quello che mi è successo, se veniva uno sceicco o Tsipras che non indossa la cravatta che facevano? Non permettevano loro di entrare? Penso proprio di no. Siamo ancora nel Medioevo. La dignità della persona va rispettata. Il rispetto per le istituzioni è indossare una cravatta? E’ un regolamento arcaico che offende la libertà di espressione di ognuno di noi”.

Lo stesso copione si è ripetuto l’altro ieri quando il sindaco doveva recarsi al Senato per parlare, positivamente, di Messina riguardo l’integrazione dei rom nella società. Ma la maglietta blu di Accorinti è stata stoppata all’ingresso e quindi non ha potuto partecipare al convegno.

La solidarietà del giornalista Gad Lerner è giunta immediata al sindaco: “Un’assurdità, un anacronismo che di certo non giova al prestigio delle nostre istituzioni. Ho incontrato e abbracciato Accorinti, che considero fra i sindaci più bravi d’Italia, sulla soglia a lui preclusa di Palazzo Giustiniani. Indossava una dignitosissima t-shirt blu che non avrebbe certo violato il decoro del Senato. Veniva dal ministero delle Infrastrutture dopo aver sottoscritto un importante accordo per il rilancio del porto della sua città. Di ottimo umore, solo dispiaciuto di non potersi confrontare con tanti amministratori sulla relazione instaurata con i suoi amici rom. Trovo che Accorinti sia a suo modo molto più elegante di certi frequentatori del Palazzo. Chi gli ha impedito l’accesso ha dato prova di un’ottusità che il presidente Grasso dovrebbe censurare e correggere”.

Intanto i pareri sulla vicenda sono discordi: c’è chi sostiene che il sindaco sia nel giusto perché dentro i palazzi c’è tanto marciume in giacca e cravatta e quindi considera l’obbligo una tradizione obsoleta e chi, invece, critica il primo cittadino perché in questo modo non rappresenta Messina nelle varie sedi istituzionali.

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Andrea Sessa



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