Infrastrutture

Messina, nuovi fondi per il ponte? Per Sel “fatto gravissimo”

messina
29 ott 2014 - 18:30

MESSINA - Da oltre 100 anni si parla di ponte sullo stretto di Messina. Il collegamento tra l’isola e il “continente” è metafora della nostra politica: chiacchierona e inconcludente. Quando, dopo colossali sprechi si era smesso di “pontificare” su quest’opera pubblica pronunziando la parola fine sul progetto, Sel ha sollevato nuovamente il caso: in un allegato del Def, il documento di economia e finanza, vi è una cifra destinata alla società Stretto di Messina spa per 1.287.324.000 euro.

Alcuni esponenti di Sel hanno rivelato l’esistenza del fondo nelle tabelle di aggiornamento del programma infrastrutture strategiche. Per i parlamentari del partito di Vendola si tratta del “segno di una continuità tra gli anni passati e la nouvelle vague di Renzi. Questo atto si iscrive dentro una scelta ben chiara che il governo ha fatto negli ultimi mesi di sostenere grandi opere e non la più grande opera di cui ha bisogno il nostro paese: il riassetto idrogeologico”.

Ma per il governo non vi è alcun nuovo finanziamento, in quanto si spiega che “la tabella revoche e reimpieghi, pubblicata sul sito del Cipe per obbligo di legge sin dal gennaio scorso e riportata all’inizio dell’allegato infrastrutture, indica non lo stanziamento di risorse a un’opera ma l’indicazione storica di risorse revocate e non utilizzate né utilizzabili”.

Attacca anche Legambiente sull’uso dei fondi governativi che potrebbe essere destinato ad altre opere: “Non c’è che l’imbarazzo della scelta - ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza –. Se ci sono tanti soldi disponibili, possiamo dare una mano a trovare le opere necessarie da realizzare. L’Italia ha bisogno di sbloccare tante opere ma certo non il ponte sullo Stretto. E non si capisce a quale titolo il governo abbia deciso, ora, di finanziare ancora la società Stretto di Messina con una tale cifra”.

“Per pagare le ingiuste penali inflitte dalle società? – si chiede l’esponente ambientalista -. Per consentire un nuovo riavvio dell’opera? per garantire comunque a Impregilo un risarcimento morale per aver dovuto rinunciare all’opera? Ad ora non è dato sapere ma sicuramente ciò non ha giustificazioni valide. Non si capisce come sia possibile, in un momento economicamente difficile e faticoso come questo, poter sborsare oltre un miliardo di euro per qualcosa che non ha senso. Chiediamo al governo di fare chiarezza subito e di chiudere senza indugi la società responsabile dei lavori per il Ponte, già ampiamente finanziata e sovvenzionata con le tasse dei cittadini”.

Il ponte sullo Stretto era stato bloccato nel 2012 anche se pende un contenzioso con il consorzio Eurolink che chiede allo Stato il pagamento di salate penali dopo l’annullamento della costruzione.

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Andrea Sessa



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