Intervista

Manlio Messina: “Amministrazione Bianco ingessata e ostaggio di una maggioranza di ex centrodestra”

Manlio Messina
17 dic 2015 - 06:38

CATANIA - Manlio Messina, uno consiglieri più presenti e assidui, non ha dubbi. L’amministrazione Bianco sinora ha fallito senza appello e la macchina amministrativa è paralizzata. Attualmente al gruppo misto Messina analizza la fase di confusione che sta attraversando la destra a Catania e traccia scenari futuri.

Lontani i tempi di Almirante – che chiamava Catania “la pupilla dei miei occhi” – si devono fare i conti con una maggioranza di Bianco ingrossata dalle fila del centrodestra.

- Il sindaco della primavera catanese ha deluso le aspettative? Cosa è cambiato dalla precedente esperienza di Bianco che aveva fatto cambiare marcia alla città?

“Chi ha avuto esperienze recenti di amministrazione, come è accaduto con Stancanelli, sa che è molto più facile fare il sindaco con le condizioni di 20 anni fa e fior di miliardi a disposizione. Oggi, invece, con la decurtazione dei fondi emergono i sindaci bravi: amministrare nelle condizioni attuali è un banco di prova. A Catania stiamo scontando la mancata progettualità per il futuro dell’amministrazione Bianco di un ventennio fa e oggi si continua a non amministrare”.

- Sul fronte del bilancio si sono levate voci allarmate in merito a un possibile dissesto. Lo teme?

“Direi che oggi il Comune è in grado di rispondere ai rilievi della Corte dei Conti ma il problema è solo rinviato di 12 mesi sia per i tagli sia per la gestione allegra dell’amministrazione Bianco. Parlo della gestione dei fondi dei singoli assessorati: alcuni spendono malissimo le risorse non risolvendo i problemi della città e alcuni settori sono totalmente carenti, penso ai servizi sociali”.

- Le partecipate continuano a inficiare sulla stabilità economia del Comune?

“Le aziende partecipate sono un problema da affrontare per ogni amministrazione, specie per quella Bianco che le ha usate per consulenze, posti di lavoro e di addetto stampa. Sono una zavorra per i costi che hanno e non riescono a fornire servizi. Ad esempio la Multiservizi non riesce a spendere tutti i soldi previsti – 20 milioni – perché il Comune li trasferisce con estremo ritardo e l’azienda è costretta a mettere delle toppe come subappaltare alcuni lavori”.

- In consiglio spesso non arrivano le delibere e tantissime sedute si concludono per la mancanza del numero legale. Da cosa è dovuta questa inerzia?

“C’è una macchina amministrativa ferma, ingessata, ingabbiata tra problemi tecnici e una maggioranza – composta in grande parte da ex sostenitori del centro destra – che tiene in ostaggio il sindaco e lo tira per la giacca chiedendo poltrone, assessorati, revisori dei conti o altro. Quindi non vengono portate le delibere in aula perché sanno che non hanno i numeri per votarle”.

- Però se la maggioranza piange l’opposizione non ride. Il centrodestra è parcellizzato…

“Serve un’organizzazione maggiore. La destra ha dimostrato poca compattezza tra i suoi interpreti e la maggioranza di Stancanelli si è quasi interamente venduta a Bianco. Manca il riconoscimento di un leader e una storia comune dalla quale prendere spunti. Qualcosa sta cambiando anche se non sono le ammucchiate che fanno la forza, serve un lavoro intenso basato su idee comuni”.

- Adesso lei è al gruppo Misto dopo recenti vicissitudini, qual è il suo futuro?

“Da sempre ho fatto una scelta chiara. Prima con lo smembramento di An c’è stato il Pdl e poi con alcuni colleghi abbiamo messo su Area Centrodestra. Il secondo passaggio, quello di Area Popolare, aveva la chiara connotazione ancora di centrodestra ma la scelta di La Via di nicchiare e fare l’occhiolino al Pd ha portato il gruppo a dividersi. Con Ludovico Balsamo abbiamo dato vita all’Officina delle Idee che ha proposto iniziative civiche e di recupero di parti della città lasciate al degrado. A breve presenteremo un nuovo progetto che mi porterà nel mio alveo naturale”.

Andrea Sessa



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