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Mamma Italia sgrida la Sicilia: lettere di rilievo da Roma all’Ars su diverse norme

Ars
5 mag 2016 - 11:09

PALERMOLa Sicilia non fa la brava e subito mamma Italia la sgrida. Potrebbe essere questa l’analogia che permette di comprendere il braccio di ferro tra il governo siciliano e quello nazionale. Quest’ultimo ha mandato in queste ore delle lettere di rilievo ai vertici politici regionali in cui sottolinea le linee guida da seguire per arrivare al bonus di circa 500 milioni di euro atti a salvare le casse dei comuni siciliani in dissesto economico, così come previsto dalla legge di Stabilità. 

Roma ha già redarguito la Sicilia diverse volte, soprattutto per quanto concerne la legge di riforma delle province che all’interno dell’Ars ha subito diverse frenate. Questa volta l’attenzione è concentrata su diverse norme: la prima è quella che modifica le concessioni per gli impianti di distribuzione di carburante in semplici autorizzazioni. La seconda riguarda l’esenzione dal pagamento del bollo auto per le vetture storiche anche con 20 anni di vita e l’ultima, ovvero la più importante, sull’ecotassa, cioè l’imposizione fiscale ai comuni che non rispettano le quote di differenziata (e che avrebbe di fatto portato ad un importante aumento della Tari a carico dei cittadini).

Il conto alla rovescia è già cominciato. La Sicilia ha poco più di dieci giorni per rispondere alle questioni sollevate dal governo centrale, ma nulla sembra risolvibile in tempi brevi e dunque è probabile che si apra un contenzioso Stato- Regione.

Fuori dai motivi di contestazione è rimasto il provvedimento che sottrae circa 128 milioni di euro dal fondo sanitario siciliano per adempiere al pagamento di un debito contratto dalla Regione, nonostante fosse stato motivo di critica da parte de ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, nelle scorse settimane.

Mamma Italia ha parlato. Staremo a vedere se la cattiva Sicilia starà ad ascoltare. 

Santi Liggieri



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