Giudiziaria

Mafia, il “sistema” Lombardo per favorire i boss

Depositate le motivazioni della sentenza di condanna dell'ex presidente. I giudici hanno evidenziato il legame del politico con i boss
Raffaele Lombardo
L'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo
26 ago 2014 - 13:52

CATANIA - Sono state depositate ieri dal gup di Catania Marina Rizza le motivazioni della sentenza dello scorso 19 febbraio che ha condannato l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo a 6 anni e 8 mesi per il reato di concorso esterno all’associazione mafiosa.

Ad emergere, nelle 320 pagine firmate dal magistrato, è un sistema di potere politico fortemente sostenuto e finanziato dalle organizzazioni criminali.

In diversi passaggi delle motivazioni vengono fuori le frequentazioni pericolose di Raffaele Lombardo con svariati personaggi di primo piano di Cosa Nostra.

Mafia, politica e appalti.L’ex presidente della Regione ha sollecitato, direttamente o indirettamente, i vertici di Cosa Nostra a reperire voti per lui e per il partito per cui militava in alcune competizioni elettorali, le regionali in Sicilia del 2001 e del 2008 e le provinciali a Enna del 2003, ingenerando nei medesimi il convincimento sulla sua disponibilità ad assecondare la consorteria mafiosa nel controllo di concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici“.

Questo uno dei passaggi principali evidenziati dalla dottoressa Rizza nelle oltre trecento pagine di motivazioni. I magistrati hanno sottolineato i rapporti tra il leader dell’Mpa e l’avvocato Raffaele Bevilacqua, implicato in indagini riguardanti la criminalità organizzata nella provincia di Enna, che avrebbero portato ad un patto politico – mafioso di scambio elettorale con l’ausilio di personaggi come Salvatore Bonfirrato, braccio destro proprio di Bevilacqua.

L’intervento di quest’ultimo, come si legge nelle motivazioni della sentenza, è stato particolarmente rilevante in occasione delle elezioni provinciali a Enna del 25 maggio 2003. Bevilacqua, in questo scambio di favori e clientele, avrebbe ceduto il proprio pacchetto di voti a sostegno del candidato presentato dal partito di Raffaele Lombardo.

Un altro esponente mafioso di spicco al quale l’ex presidente ha chiesto sostegno elettorale per l’area etnea è Rosario Di Dio.

L’imputato aveva chiesto al Di Dioscrive il giudice Rizzadi appoggiare il candidato sindaco da lui presentato nelle elezioni svoltesi ad Acireale il 24 maggio del 1998. Sempre al Di Dio il Lombardo si era rivolto, la notte precedente alle elezioni regionali tenutesi in Sicilia il 24 maggio del 2001 chiedendogli di sostituire in extremis il candidato da appoggiare con il consueto pacchetto di voti“.

Altri personaggi che ruotavano attorno al “sistema” Lombardo erano Alfio Mirabile, esponente della famiglia Santapaola – Ercolano, Raimondo Maugeri e Vincenzo Aiello. Proprio quest’ultimo aveva offerto all’ex presidente il consueto pacchetto di voti per le elezioni regionali del 2008, che sancirono il trionfo di Lombardo e la conquista di palazzo d’Orleans.

In cambio del sostegno elettorale – sostiene Rizza – il politico avrebbe determinato, in favore della mafia, l’esito di parecchi appalti.

“Raffaele Lombardo costituiva un canale diretto per la famiglia etnea di Cosa Nostra, permettendole di consolidare la sua egemonia nei confronti di altri clan”.

“ll contributo più rilevante, concreto ed effettivo prestato dal Lombardo all’associazione Santapaola – Ercolano - spiega il giudice Rizza - a ben vedere consiste nella creazione di un complesso sistema organizzativo ed operativo, di cui facevano parte, quali componenti parimenti necessari, gli imprenditori amici e gli esponenti della famiglia, creando vantaggi di cui beneficiava l’associazione mafiosa“.

Tradizionalmente il piatto più ghiotto per investire e riciclare denaro per la mafia è la vendita e l’acquisizione di terreni e la vincita del successivo appalto per i lavori, controllando tutte le ditte del movimento terra.

Venivano acquistati terreni agricoli e si attendevano, grazie alla longa manus della politica amica, le varianti di destinazione urbanistica. In tal modo terreni considerati di scarsissimo valore divenivano edificabili e si rivendevano a prezzi esorbitanti, realizzando ingenti guadagni.

Il giudice ha citato il piano di costruzione di alloggi per militari statunitensi in contrada Xirumi, mai costruito, e la realizzazione del centro commerciale in contrada Tenutella, il Centro Sicilia.

Quest’ultimo “affare” è finito al centro del troncone principale dell’inchiesta Iblis di cui si attende la sentenza d’appello dopo le pesanti condanne per oltre 20 imputati.

L’ex presidente Lombardo terrà oggi pomeriggio, all’hotel Excelsior, una conferenza stampa per chiarire la sua posizione alla luce delle motivazioni della sentenza che lo vedono gravemente accusato.

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Andrea Sessa



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