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L’internazionale crocettista vince. Il presidente: “Un capolavoro”

comunisti
31 ott 2014 - 06:00

PALERMO – “Noi abbiamo fatto un capolavoro politico: abbiamo riunito maggioranza pronta a governare per i prossimi anni”. Parola di Rosario Crocetta al termine di un’estenuante seduta d’aula conclusa all’una di notte circa.

Ecco come hanno votato i deputati

Ecco come hanno votato i deputati

Il presidente si è salvato: sono stati 37 i voti favorevoli alla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, ma il cammino per la definizione del risultato non è stato semplice. La lunga giornata è iniziata nel primo pomeriggio con le riunioni dei vari gruppi indecisi sul da farsi.

Come raccontato da NewSicilia.it vi sono stati dei momenti febbrili: le ore che separavano l’inizio della seduta hanno visto un’impennata dei contatti per convincere i malpancisti. Su tutti i 5 dissidenti di Articolo 4  e Pippo Digiacomo. Quest’ultimo aveva annunciato urbi et orbi che avrebbe votato la sfiducia. Soltanto un lungo faccia a faccia con Crocetta, il quale si sarebbe scusato per il foglio dei “raccomandati” sventolato in conferenza stampa, ha evitato il peggio e convinto il deputato di Comiso a desistere.

Così in aula si è consumato uno spettacolo annunciato: l’opposizione fermamente arroccata a difesa della mozione e i democratici che un tempo sparavano a pallettoni su Crocetta concordi nel voltare pagina e trovare una nuova sinergia col governatore.

Su tutti – straordinario – è stato l’intervento di Antonello Cracolici. Uno dei cuperliani dall’elmetto in testa e in prima linea, con il coltello tra i denti, contro il presidente.

cracolici

Nemmeno un mese fa Cracolici definiva una farsa il governo Crocetta. Ieri, in aula, ha definito una farsa la mozione di sfiducia: “Si poteva rinviare la mozione per verificare se questa svolta produrrà risultati convincenti. Qui stiamo danneggiando l’istituto della sfiducia, lo stiamo rendendo una farsa”.

antoneloooo

I casi sono due: o Cracolici soffre di disturbo bipolare o sono i soliti teatrini della politica. In effetti il cuperliano ha ammesso: “Io ho manifestato giudizi sul governo Crocetta molto critici. Ma davvero qualcuno poteva immaginare che io mettessi il mio voto assieme a quello del centrodestra e dei grillini? Si poteva immaginare che i deputati del Pd potevano mettere la propria faccia con quella di chi ha professato razzismo e detto affermazioni filomafiose? Cracolici non poteva fare mozione di sfiducia con quelli che hanno promosso i disastri di questa Regione”.

Gli interventi di Rosario Crocetta – due durante tutto il corso della seduta – sono stati infarciti di polemiche nei confronti dei pentastellati – specie per le discusse frasi sulla mafia di Beppe Grillo – e del centrodestra, in particolare richiamando ai lasciti delle precedenti gestioni regionali.

Sprezzante di una mozione che si è bloccata Crocetta ha detto: Che vi possa piacere o meno ho vinto le elezioni. Noi abbiamo costruito un’alleanza vera con difficoltà perché veniamo da culture diverse e ora proponiamo trasformazione dell’isola. Dietro questa mozione di sfiducia c’è anche dell’altro, anche sollecitazioni esterne. Accettiamo la sfida e andiamo avanti”.

crocetta aula

Poi il presidente si è avventurato in una citazione di estrazione “comunista” che ha scatenato l’ilarità in aula: Con la mozione tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Io non ho interessi personali da difendere, né imprese. Non mi sono fatto i soldi, abbiamo solo le catene da perdere come diceva Marx, nel manifesto del 1948″.

La correzione è arrivata immediata da Cracolici che ha gridato “1848″ e Crocetta, ridendo, ha risposto: “Ecco il custode dell’ortodossia marxista-leninista, “il compagno Suslov”. Quest’ultimo fu membro del comitato centrale del Pcus sotto Stalin e custode della dottrina marxista-leninista.

All’insegna del sorriso prenderà corpo l’internazione crocettiana: superato lo scoglio della sfiducia il presidente potrà assegnare le deleghe e nominare gli assessori, poi prossima settimana si penserà anche all’elezione del vicepresidente dell’Ars.

Durissimi gli attacchi di Musumeci – che ha battibeccato con Malafarina – e di Cancelleri. Il leader del centrodestra ha definito il presidente “inadeguato al ruolo”, mentre il pentastellato ha parlato di un “incapace amministrativo” e ha mostrato all’aula la colla con la quale i deputati sono attaccati alla poltrona.

colla

Pungente Crocetta nei confronti di Beppe Grillo: “Mi esaltava come eroe, mi disse che il popolo siciliano non mi merita. Già allora ero omosessuale ma non mi ha insultato. Probabilmente Grillo che non è più l’uomo libero di un tempo e ha un partitino è cambiato”.

Così muore l’ennesima mozione di sfiducia nei confronti di Rosario Crocetta e contemporaneamente nasce il suo terzo governo. Dopo le divisioni interne feroci tra le varie anime del Pd sembra che regni la concordia nell’internazionale crocettista. Quanto durerà?

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Andrea Sessa



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