Sostegno

Licata: quaranta sindaci in piazza per esprimere solidarietà al sindaco Cambiano

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10 mag 2016 - 10:16

LICATA - Giunge copiosa e puntuale la cordata di solidarietà nei confronti del sindaco Angelo Cambiano e del padre, proprietario della villetta che ieri è stata data alle fiamme.

Il chiaro intento intimidatorio sembra non aver scoraggiato il primo cittadino né i sindaci del comprensorio che questa mattina daranno il via ad una “marcia” di solidarietà tra le vie della cittadina.

Saranno in quaranta i sindaci che affolleranno le vie e le piazze del comune agrigentino per dare un segnale forte di vicinanza, di solidarietà ma soprattutto di indignazione per il vile gesto subito dai familiari del primo cittadino licatese.

“Domenica all’Arena di Giletti, abbiamo visto Angelo Cambiano spiegare la normalità delle demolizioni degli immobili abusivi – spiegano i sindaci dell’agrigentino, attraverso Emilio Messana -. Un’ottima figura per la Sicilia e i suoi amministratori. L’affermazione del diritto crea scandalo, fa del suo primo cittadino un eroe, suo malgrado. Oggi saremo a Licata – annunciano i sindaci – per manifestare la nostra solidarietà e l’indignazione. Alla comunità di Licata, profondamente offesa da questo vile attentato, la nostra vicinanza. Ad Angelo Cambiano il nostro incoraggiamento ad andare avanti nella difesa della nostra terra e dei valori della legalità”.

Si schierano anche Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Anci Sicilia: “Non è concepibile che i neo amministratori debbano fronteggiare problemi irrisolti da decenni, addossandosi responsabilità enormi a fronte dell’inerzia delle istituzioni e senza che nessuno si preoccupi di tutelare la loro incolumità”.

“Non si può chiedere ai primi cittadini di fare gli eroi – aggiungono Orlando e Alvano – ma è necessario intervenire, anche con misure straordinarie, facendo sì che il necessario rispetto delle regole sia accompagnato da adeguati interventi sul piano della sicurezza e del sostegno sociale ed economico”.

“Nel Mezzogiorno – concludono il presidente e il segretario generale dell’associazione dei comuni siciliani – è a rischio il patto sociale tra cittadini e istituzioni e non è pensabile che l’unica garanzia per preservarlo debbano essere i sindaci, gli stessi che hanno saputo tenere unite le proprie comunità durante questa crisi profonda, malgrado responsabilità sempre più gravose e risorse sempre più limitate”.

Ma anche il Vice Presidente della Regione Sicilia Mariella Lo Bello è voluto intervenire a commento dell’attentato incendiario di ieri contro la casa di campagna del papà di Angelo Cambiano.

“Un attentato contro quanti vogliono fare crescere Licata nella legalità, vero elemento che può garantire il progresso civile e la crescita economica di un territorio. Si teme possa trattarsi di un chiaro messaggio intimidatorio rivolto al primo cittadino che in prima persona si è impegnato contro l’abusivismo. La viltà della sopraffazione non l’avrà vinta sulla voglia di giustizia sociale dei siciliani e dei licatesi onesti, per questo esprimo la mia vicinanza al primo cittadino – conclude- che potrà sempre contare su questo Governo della Regione, per ripristinare quel sistema degli onesti per il quale dal nostro insediamento, ci stiamo battendo”

Marco Bua



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