Intimidazioni

A Licata la legalità va in fumo, villetta del sindaco in fiamme. Arriva il ministro Alfano

10 mag 2016 - 10:02

LICATA - A bruciare non è solo la villetta del padre del sindaco, Angelo Cambiano. Con il rogo di ieri, vanno in fumo l’impegno e la determinazione nella lotta all’illegalità.

Questa mattina nella cittadina dell’agrigentino è arrivato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ormai divenuto un habitué dei “viaggi della legalità” in Sicilia.

“Lo Stato c’è, è forte e fa rispettare le proprie regole. Abbiamo avuto proteste perché una squadra, composta dalla Procura della Repubblica, dal Comune di Licata e dalla Prefettura di Agrigento, ha semplicemente preteso che delle sentenze fossero eseguite.

Noi siamo qui a dire che le sentenze si rispettano e si eseguono e siamo qui a ribadire una cosa molto importante e cioè che, per il futuro, se non avvengono queste demolizioni ci saranno altre case abusive e che è finito il tempo della politica che coccolava gli abusivi per avere qualche migliaio di voti. Oggi è giunto il tempo della politica e delle istituzioni che fanno rispettare le leggi”. 

Parole, queste, pronunciate proprio dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, arrivando in piazza Progresso, davanti il Comune di Licata (Ag) dove il sindaco, Angelo Cambiano, ha attesoa il capo del Viminale non davanti l’ingresso del Municipio, ma nella sua stanza.

“Proporrò, adesso, per il sindaco una scorta alla sua persona ed anche una vigilanza ai luoghi della sua vita perché la scelta di amministrare una città non significa fare la scelta dell’eroismo - ha continuato - La paura è un sentimento naturale e lo Stato deve intervenire per sottrarre paura a chi ce l’ha, avendo avuto il consenso del popolo per governare una terra splendida e difficile come questa”

Intanto proseguono serrate e indagini per diramare a nebbia che avvolge la vicenda ma è apparso chiaro, sin da subito, l’intento intimidatorio.

Da diverso tempo, infatti, il primo cittadino aveva dato il via alla “regolarizzazione”di una serie di immobili e fabbricati abusivi di contrada Torre di Gaffe, per i quali era stata disposta la demolizione coatta.

A qualcuno, evidentemente, non deve essere apparso un gesto “di cortesia” e dalle lamentele si è passati alle minacce e alle intimidazioni.

Angelo cambiano che insieme alla procura di Agrigento combatte la propria battaglia contro l’abusivismo, non ha voluto commentare l’episodio ma riecheggiano ancora le sue parole in occasione delle prime intimidazioni subite dalla ditta aggiudicataria dell’appalto: “Questa città non si piega all’illegalità”.

A dare manforte al primo cittadino, la visita del ministro Alfano, con il quale è previsto un incontro stamattina che, negli auspici di tutti i cittadini di Licata, non sarà semplicemente una visita di solidarietà.

Marco Bua



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