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Legge di Stabilità: cosa cambia per la Sicilia?

deputati
26 dic 2015 - 19:21

CATANIA – La Legge di Stabilità è stata approvata. Ma cosa cambia per la Sicilia? Ci saranno vantaggi per la nostra terra?

Presentata  lo scorso 15 ottobre, il 20 novembre la Legge di Stabilità 2016 è stata approvata in prima lettura dal Senato ed è quindi arrivata alla Camera dei deputati. Primo obiettivo della manovra, profondamente modificata rispetto al testo iniziale attraverso un “maxiemendamento” del Governo e poi dall’ampio lavoro svolto dalle Commissioni alla Camera, resta quello di far crescere la fiducia in tutto il Paese, per un’Italia che sia, per usare gli slogan scelti da Palazzo Chigi, «più forte, più semplice, più orgogliosa e più giusta». 

La Commissione Bilancio della Camera ha introdotto correttivi importanti relativamente al capitolo Mezzogiorno, stanziando circa 2,5 miliardi per 4 anni (oltre 600 milioni annui fino al 2019) per il rilancio degli investimenti.

Tra le prime novità viene introdotto un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna), della durata di 4 anni, dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2019. Il totale delle risorse stanziate per questa agevolazione, a cui si fa fronte mediante risorse comunitarie e di cofinanziamento nazionale, ammonta a 617 milioni di euro per ogni anno dal 2016 al 2019. Introdotta a favore delle piccole e medie imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno, una riserva fissa del 20% delle risorse disponibili del Fondo di garanzia per le Pmi.

Grande attenzione da parte del governo per sostenere la ripresa dell’occupazione: viene esteso alle assunzioni a tempo indeterminato del 2017 l’esonero contributivo – previsto per le assunzioni del 2016 per tutto il territorio nazionale – in favore dei datori di lavoro privati operanti nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna.

Si interviene in modo deciso in favore dei “precari storici” siciliani consentendo alle amministrazioni locali in difficoltà finanziarie, con particolare riguardo a diversi Comuni della Sicilia, di prorogare i contratti. Questo potrà consentire ai Comuni di avviare un processo che conduca alla loro stabilizzazione.

Dopo un anno che ha visto la Sicilia devastata dalle piogge e dalle frane è stato previsto il rifinanziamento degli interventi contro il dissesto idrogeologico: 1.950 milioni di euro, nel periodo 2016-2030, di cui 50 per l’anno 2016. Si proroga al 31 dicembre 2016 la durata della contabilità speciale relativa alla gestione della situazione di emergenza – inerente gli eventi alluvionali che hanno colpito il Veneto nei mesi di ottobre-novembre 2010 – finalizzata anche ad attuare gli interventi urgenti per la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico.

Inoltre si autorizza l’Anas, mediante apposita delibera del Consiglio dei ministri, sentita la Protezione civile, ad effettuare interventi di manutenzione straordinaria sulle strade provinciali nei territori per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Contro la violenza e per stare vicino alle donne vittime di amori malati è stato approvato il “Codice rosa” per le vittime di violenza (co. 452-bis – 452-ter). Viene così istituito nelle aziende sanitarie ed ospedaliere un percorso di protezione denominato “Percorso tutela vittime di violenza”, per una tempestiva e sinergica assistenza sanitaria, giudiziaria e sociale, compresa la presa in carico da parte dei servizi di assistenza della vittima che intenda sporgere denuncia. 

Cercare di ridurre l’ “isolamento” territoriale della Sicilia attraverso un piano di continuità territoriale. 20 milioni di euro per il 2016 per voli da e per la Sicilia e tutta Europa garantendo parità di servizi e costi con il resto d’Italia.

L’emendamento è stato promosso da Nino Micando, deputato del Gruppo Popolare (Ncd-Udc) e vice presidente della Commissione Attività Produttive perché “la Regione Sicilia soffre proprio a causa della sua insularità di svantaggi strutturali il cui perdurare ostacola il generale sviluppo economico e sociale della stessa. Il diritto alla mobilità costituisce un servizio di interesse economico generale e, quindi, tale da dover essere garantito a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro dislocazione geografica. La Regione Sicilia non può essere penalizzata: occorre pertanto consentire ai suoi cittadini di usufruire di tariffe sostenibili come accade non solo per la Sardegna ma anche ad altre regioni d’Italia mediante l’applicazione del principio della continuità territoriale“.

Riuscirà la Sicilia a cogliere l’occasione data dalla Legge di Stabilità?

Viviana Mannoia



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