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Lampedusa, riflettori ancora sui lavoratori ecologici

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28 apr 2016 - 18:45

LAMPEDUSA - In un recente comunicato, inoltrato alle testate giornalistiche dall’ufficio stampa del Comune si leggeva: “Lo sciopero dei lavoratori del Raggruppamento di Imprese capofila Iseda, in atto a Lampedusa, sarebbe determinato dal mancato mantenimento degli impegni che queste avrebbero preso alla presenza del Prefetto di Agrigento nell’Ottobre 2015. Rti Iseda aveva garantito l’erogazione dei salari con la formula 1+1”.

Sulla vicenda interviene adesso l’Usb (Unione sindacale di base) della Regione siciliana che testualmente scrive:

Che idea questa ‘equazione’! Stranamente questa formula non si trova in alcun contratto collettivo di lavoro d’Italia. Cioè, per ogni fattura liquidata dall’Amministrazione Comunale le imprese avrebbero pagato due mensilità ai propri lavoratori. Allo stato attuale gli impegni non pare siano stati mantenuti e alcuni lavoratori, così come appreso dal sindaco Nicolini, non avrebbero ricevuto la mensilità di Ottobre 2015 (occorre evindenziare che i lavoratori e le loro famiglie hanno quotidianamente informato il sindaco e l’amministrazione comunale del mancato pagamento degli stipendi). Nel corso dello sciopero, una delegazione di lavoratori rappresentata dal sindacato USB ha chiesto e ottenuto un immediato incontro con il sindaco Nicolini. A onor del vero, è bene dire che i lavoratori, le loro famiglie, le bandiere USB erano davanti all’ingresso del Comune e non avevano alcuna intenzione di desistere. Se fosse stato presente il grande filosofo romano Cicerone avrebbe detto: ‘Cibi condimentum esse famem’, la fame è il condimento del cibo.

Il leit motive dell’incontro, continua il comunicato del Comune (traduco: motivo), è stato il ‘gioco delle tre carte’ che il sindacalista attribuiva alla controversia di cui sono vittime i lavoratori del Raggruppamento di imprese Iseda, Seap e Sap. Nell’ennesimo incontro con la delegazione di lavoratori, era questa volta presente anche Aldo Mucci, dell’Unione Sindacale di Base. La conversazione ha visto una repentina interruzione, attuata dal sindacalista, nel momento in cui la sindaca ha restituito al mittente le accuse di “gioco delle tre carte” allusivamente attribuite all’Amministrazione comunale. L’USB precisa che i lavoratori ed i rappresentanti sindacali, hanno lasciato l’ufficio comunale,dopo avere ‘toccato con mano’ la ‘sgarbatezza’ e l’indifferenza della signora sindaco. Forse è giunto il momento che nella vertenza dei lavoratori ecologici del comune di Lampedusa, Lei, come Primo cittadino, si assuma qualche responsabilità. La situazione che si è venuta a creare non è certo una colpa dei lavoratori, che si sono fatti strumentalizzare da ‘sindacati che fanno politica’, bensì da una gestione della ‘querelle’ Comune-Regione-RTI ISEDA, assolutamente inefficace.

Signora sindaco, riterremmo utile un minimo di autocritica da parte sua in merito agli errori commessi, e che non vorremmo si ripetessero. Perché a questo punto asserire che i lavoratori del Comune siano strumentalizzati dai sindacati? Per l’ennesima volta offende questi lavoratori ritenendoli incapaci di un ragionamento autonomo e libero, a continua conferma della scarsa considerazione che si ha di loro. Noi riteniamo che lo faccia per nascondere la verità, ovvero la mancanza di politiche vere, concrete verso questa lunga e aspra vertenza. La recente scelta di delegare, ‘per continui impegni istituzionali’, ad altri la presenza dell’Amministrazione comunale in conciliazione per il tentativo di raffreddamento delle sciopero indetto da questo sindacato, autorizzato dal Prefetto di Agrigento, è la dimostrazione di quanto sopra affermato. Pertanto, rimaniamo fiduciosi, in attesa di un impegno immediato e adeguato in relazione alle istanze sociali rivolte legittimamente a chi Amministra Lampedusa e cura gli interessi dei cittadini“.

Redazione NewSicilia



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