Fibrillazioni

L’accordo sulla nuova legge elettorale e la Sicilia

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31 mag 2017 - 17:03

PALERMO - Il modello tedesco, con lo chiusura al 5 per cento sul nuovo accordo per una prossima legge elettorale che accontenti Pd, Forza Italia e 5 Stelle, sembra avere intrapreso la rotta giusta per approdare, a breve e prima dell’estate, alle Camere; in modo che il prossimo settembre, o al massimo ad ottobre, si torni alle nuove elezioni politiche, magari facendo piangere Alfano, Chiesa e tanti altri piccoli rappresentanti di movimenti e partitini che non riusciranno a superare il cosiddetto sbarramento.

C’era da aspettarselo, visto che mai e poi mai si sarebbe potuta concretizzare una reale volontà politica e tale da avere i numeri in Parlamento senza un possibile accordo tra i maggiori schieramenti presenti nel territorio nazionale. In buona sostanza, c’è molta fretta di tornare alle urne, prima della scadenza legislativa naturale e cioè quella del 2018; non solo da parte di Salvini, ma anche dell’altro Matteo che, a quanto pare, ha una gran fretta e più degli altri, sicuramente per non consentire a D’Alema, Bersani e company di poter rafforzare con possibili nuovi gregari lo schieramento dei fuoriusciti dal Pd.

Guarda caso, le elezioni italiane potrebbero anticipare quelle siciliane; una situazione politica molto complessa e nello stesso tempo tutta da vedere, considerato che la Sicilia verrebbe a perdere la sua “qualità” di laboratorio politico e di cavia sulla sperimentazione di nuove intese partitiche, pronte ad essere analizzate in tempo e arginate per facili insorgenze di spunti eretistici (e non vogliamo dire da parte di chi, come il “fenomeno grillino”), per poi essere tenuti a bada nelle proiezioni nazionali da tutti gli altri.

Altro fatto di ieri l’altro è quello che Michela Vittoria Brambilla ha fondato il nuovo Movimento politico animalista, e la stessa ha manifestato l’idea di portarlo anche in Sicilia, in occasione delle Regionali, per cui in diversi comuni dell’Isola si registrano adesioni.

Insomma, le componenti partitiche, chiamate a correre nell’agone politico, in Sicilia, non mancano; quando però le volontà politiche si vogliono tradurre in fatti concreti, guarda caso il mare da attraversare diventa burrascoso e non si raggiunge quasi mai la meta prefissata: Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, nella sua visita a Palermo, è uscito con “la carota e il bastone” per i siciliani; da un lato sfodera 10 miliardi di euro per la Sicilia (come se fossero bruscolini! Mio Dio, con i 18 miliardi di prima, ma ancora da spendere, mai c’è stata tanta magnanimità per questa terra affamata!), per il raddoppio ferroviario della Catania – Messina e tantissimo altro.

Eh si! Con la speranza che questi fondi non siano solo promesse, dobbiamo fermarci qui, perché per la tanto agognata unione di Cas e Anas ci sarà molto da fare ed il relativo progetto di fusione non sarà facilmente attuabile; si prevedono tempi duri e lunghissimi, in detto nostrano “Ci sunu assai, ma assaiuna, petri ’ntà linticchia!”.

Giuseppe Firrincieli

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Redazione NewSicilia



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