Agricoltura

In Sicilia prima filiera del fico d’India. Cracolici: “Rafforzare capacità economica del comparto e l’export”

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29 lug 2016 - 16:30

PALERMO - Nasce in Sicilia la prima filiera regionale del fico d’India, uno dei prodotti tipici dell’area dei quattro poli produttivi più importanti dell’Isola: Belpasso, Roccapalumba, San Cono e Santa Margherita Belice. A stabilirlo è un protocollo d’intesa tra i sindaci dei suddetti comuni che hanno messo a punto una strategia condivisa tra i territori per la commercializzazione, la promozione e l’esportazione del frutto attraverso una specifica animazione territoriale itinerante. È questo l’obiettivo del progetto “Sinergia – Il fico d’india e i sapori di Sicilia” presentato ieri 28 luglio nella sede dell’Assessorato regionale Agricoltura di Palermo alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici e dei sindaci dei comuni firmatari ed ha l’obiettivo di valorizzare un prodotto che rappresenta il made in Sicily nel mondo.

Nella foto la firma del protocollo. Da sinistra a destra: Carmelo Danzì, responsabile del progetto SINERGIA, l’assessore regionale all’agricoltura Antonello Cracolici e Nuccio Barbera, sindaco di San Cono.

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Tra gli obiettivi: estendere le aree di coltivazione del fico d’India in Sicilia, coinvolgendo tutte le realtà istituzionali interessate ed attivare specifiche campagne di promozione per rafforzare la capacità economica del comparto e l’export. Un trend di crescita del 7% all’anno, una superficie coltivata di 2.400 ettari in tutta la regione, il 75% concentrata nei comuni di Belpasso, Roccapalumba, San Cono e Santa Margherita Belice.

Dobbiamo lavorare - dichiara l’assessore regionale Cracolici - non solo per estendere il calendario di disponibilità commerciale del frutto, ma anche per farlo conoscere. Per riuscire nell’intento è necessario mettere insieme i vari segmenti della filiera e coinvolgere i giovani e la ricerca applicata. Nella Misura 16 del PSR-Piano di Sviluppo Rurale regionale ho messo a disposizione risorse per l’attivazione di strumenti ad alto contenuto innovativo, come Reti d’Impresa che possano trasferire i risultati della ricerca al tessuto produttivo, facendo sistema“.

Nonostante la difficile congiuntura internazionale, l’assessore guarda con fiducia alle prospettive della Sicilia: “Nessun terrorista potrà mai arrestare la progressiva emersione di intere fasce della popolazione mondiale dallo stato di privazione e di bisogno, con tutto quel che ne consegue sull’esigenza di mangiare sempre meglio. Gli stessi flussi turistici sono sempre più mossi e orientati dalla qualità del cibo, alla ricerca della tipicità, dell’eccellenza e della connotazione territoriale. Da questo punto di vista, l’industria naturale del cibo siciliano gioca in serie A e intende continuare a farlo. Prodotto e territorio sono dunque le due gambe su cui costruire in nostro rilancio economico“.

A sua volta, Carmelo Danzì, responsabile del progetto SINERGIA dichiara: “La superficie specializzata isolana conta più di 3.000 ettari di ficodindieto, senza trascurare i tanti impianti promiscui presenti alle pendici dell’Etna che fanno lievitare il dato sino a circa 5.000. Ha, proiettando la coltura del ficodindia tra i comparti trainanti dell’ortofrutticolo siciliano anche dei prossimi decenni. Numerosi studi nel campo della nutraceutica si orientano a valorizzare i sottoprodotti dell’industria agroalimentare, ciò allo scopo di individuare ingredienti attivi utili al settore scientifico, come per esempio nel campo del ‘functional food’, del ‘medical’ e della cosmetica. Gli stessi scarti di potatura hanno dimostrato un’elevata velocità metanogenica, che ci consentirà di procedere verso l’autosufficienza energetica, in linea con le indicazioni ambientali e di sostenibilità della comunità europea“.

Michele Germanà presidente dell’Agenzia del Mediterraneo, un consorzio di Gruppi di azione locale dell’Isola: “Sono convinto che da soli non si vada da nessuna parte: per stare al passo con un mondo che corre, dobbiamo realizzare azioni di sistema condivise tra istituzioni e comparto produttivo per organizzare le filiere agroalimentari al fine di accedere ai mercati internazionali con strumenti innovativi. Questo implica però un nuovo sistema di relazioni tra i vari apparati, sia regionali sia locali che possono condividere il quadro e concorrere a un obiettivo comune. L’obiettivo strategico per la programmazione 2014-2020, considerati i risultati tangibili delle attività promosse dai GAL siciliani e dall’Agenzia per il Mediterraneo, con i precedenti Piani di Sviluppo Locale nell’ambito di Leader, sarà il consolidamento dei risultati ottenuti, in particolare, con le azioni di sistema rappresentate dalle piattaforme ‘Nodo di Rete-Valore Sicilia’, ‘Il Passaporto del Gusto’, ‘Ruralità Mediterranea’, e la messa a punto di strumenti efficaci per supportare l’implementazione della appena costituita ‘Rete Filiera Sicilia’, ulteriori vetrine ed e-commerce per la competitività sui mercati”.

Concetta Di Lunardo

Redazione NewSicilia



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