Comune

Illustrato il Piano di riequilibrio finanziario. E Arcidiacono accusa Bianco

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1 ott 2016 - 19:17

CATANIA - Il sindaco Bianco e l’assessore al Bilancio Girlando hanno illustrato questa mattina il nuovo Piano di riequilibrio finanziario approvato dal Consiglio comunale che consentirà al Comune di Catania di “raggiungere l’equilibrio finanziario”.

Dal primo giorno che ci siamo insediati – ha detto il sindaco Enzo Bianco – ci siamo resi conto che il vecchio piano di risanamento non era adeguato ad affrontare complessivamente quella condizione. C’erano molti debiti che non erano emersi e c’erano stati ulteriori tagli, drammatici, sia da parte dello Stato che della Regione. Abbiamo chiesto e ottenuto che il Parlamento prevedesse la possibilità di riformulare i piani per noi e per tutti gli altri Comuni italiani che si trovavano in questa condizione. Il Consiglio Comunale ha approvato a larghissima maggioranza un piano che fa di Catania una città che può guardare con più serenità al suo futuro. Siamo in grado di affrontare un’azione di risanamento, ma senza tagli alla spesa sociale. Il risparmio che riusciamo ad ottenere è dovuto essenzialmente ad azioni di maggiore efficienza. Ieri il Comune pagava sei milioni di fitti passivi per ospitare gli uffici comunali, nel 2018 questa cifra sarà ridotta a 500 mila euro. In una sola scuola, la Giovanni XXIII ospiteremo tutti gli uffici tecnici per cui oggi spendiamo più di 800 mila euro”.

Il nuovo piano di riequilibrio è stato accompagnato da non poche polemiche soprattutto per la misura collegata alla dismissione di alcuni beni immobili comunali.

Tra le critiche più significative quella di Sebastiano Arcidiacono, vice presidente vicario del Consiglio comunale di Catania. “È francamente paradossale compiacersi per l’approvazione di un Piano di riequilibrio finanziario per coprire i sopraggiunti debiti, dovuti in gran parte all’immobilismo dell’attuale Giunta. Come abbiamo avuto modo di documentare, in questi tre anni e mezzo abbiamo assistito all’inerzia dell’Amministrazione a fronte dell’irreversibile crollo dei bilanci delle partecipate e al quadruplicarsi delle anticipazioni bancarie passate da 42 a 161 milioni di euro, con il corrispettivo aumento di interessi passivi. A fronte di tale incapacità nel Piano troviamo una scriteriata vendita di immobili e della rete del Gas, accanto a numeri vuoti che non troveranno alcun riscontro benefico per la città, perché irrealizzabili e mirati solo a coprire le evidenti contraddizioni. Tuttavia, l’aver adottato un nuovo Piano toglie ogni residuo alibi a chi troppe volte si è fatto scudo ipocritamente delle scelte del passato e su cui ora invece ricade, anche formalmente, l’intera responsabilità contabile, sociale e politica nei confronti dei giovani, dei disoccupati, delle famiglie e dei pochi imprenditori ancora attivi di una città stremata e impoverita. Su queste macerie, non resta che preparare una forte proposta di governo della Città che favorisca la nascita di una nuova classe dirigente libera da condizionamenti e meno autoreferenziale, per costruire una nuova Catania“.

Redazione NewSicilia



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