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I sindacati contro Crocetta e i 5 Stelle contro gli “ARSenteisti”

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Il presidente della Regione Rosario Crocetta - Foto Tuttoilmondo
20 feb 2015 - 12:01

PALERMO - I sindacati contro Crocetta in merito alle misura del ddl sulla riduzione della spesa pubblica. La finanziaria stilata dal tecnico venuto da Roma Alessandro Baccei scontenta gli esponenti sindacali di Cgil, Cisl e Uil.

I segretari, Pagliaro, Milazzo e Barone, in una nota hanno parlato di misure “irricevibili” perché si tratta di “tagli lineari incapaci di qualificare la spesa pubblica della Regione”.

L’incontro di ieri con il presidente e l’assessore ha dato esito parecchio negativo. I sindacalisti fanno sapere che “il governo ha dichiarato disponibilità a superare le rigidità del testo evidenziate da Cgil, Cisl e Uil, attraverso un confronto di merito a partire dal prossimo mercoledì”.

Cgil, Cisl e Uil hanno preteso “l’integrazione del testo di esclusiva spending review con i provvedimenti inerenti lo sviluppo economico della Regione”. 

Allo stato attuale – hanno affermato Pagliaro, Milazzo e Barone - “tutte le motivazioni delle agitazioni e le conseguenti iniziative di lotta previste dalle categorie restano confermate”. 

Il tutto verrà dunque rinviato al prossimo mercoledì quando verrà presentata una sorta di finanziaria bis. Intanto, come rivelano indiscrezioni di stampa, vi sarebbero nuovi attriti tra il governatore Crocetta e l’assessore Baccei.

Il nodo riguarda una delibera di giunta “contro” il governo Renzi riguardante i fondi Pac. Sul piatto vi sono i fondi per far proseguire il Piano Giovani che era finanziato proprio dai fondi pac.

Intanto nell’ultima seduta di ieri di sala d’Ercole sono tornati gli scranni vuoti, una triste consuetudine di questa legislatura.

La seduta – che prevedeva la votazione del Dpef – contava soltanto 25 deputati presenti, di cui quasi la metà del Movimento 5 Stelle.

Gli altri – secondo una nota del Movimento – sono tutti “ARSenteisti”. “Non abbiamo più parole – dicono i deputati M5S – è una cosa veramente incresciosa, specie se rapportata con la disastrosa situazione della Sicilia. A febbraio, oltre a questa inutile seduta lampo, ci sono state solo 2 sedute e ce n’è in calendario solo un’altra, visto che l’aula è stata convocata per giovedì prossimo”.

“Appare evidente – continuano i deputati – che l’assenza di massa era stata concordata tra maggioranza e finta opposizione, visto che c’erano enormi vuoti un po’ in tutti gli schieramenti”. Per documentare il fenomeno ARSenteisti il M5S ha chiesto all’Ufficio di presidenza l’elenco dei presenti seduta per seduta.

L’elenco arriverà, ma solo cadenza trimestrale, a partire da aprile. Il M5S punta il dito anche contro l’arroganza della conduzione dell’aula “che calpesta spesso e volentieri il regolamento, imbavagliando la democrazia”. “

“Non rispetta – dicono i deputati – praticamene mai quanto stabilito nella conferenza dei capigruppo e conduce in spregio al regolamento e senza alcun rispetto delle istituzioni. Oggi Venturino non ci ha nemmeno consentito di parlare ex articolo 83, come avevamo chiesto”.

Il mancato rispetto del regolamento finirà per pesare anche sui bilanci dell’Ars. “Venturino – dicono i deputati – ha sciolto l’assemblea per mancanza del numero legale. Ma non avrebbe potuto farlo, perché nessuno lo ha richiesto. Avrebbe dovuto fare votare, cosa che gli avrebbe permesso di constatare la mancanza del numero legale. Ma in quel caso sarebbero scattate le penalità per gli assenti, circa 250 euro a persona, che moltiplicati per il numero degli assenti, avrebbero prodotto un risparmio per le casse pubbliche di circa 16 mila euro”.

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Andrea Sessa



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